La Catalogna completamente paralizzata dallo sciopero generale

3 / 10 / 2017

Catalogna completamente bloccata nel giorno dello sciopero generale in difesa del referendum e del diritto all'autodeterminazione convocato da Cos, CGT, Iac, Intersindical-Csc a cui hanno aderito la Cup, oltre a diversi collettivi e realtà di movimento. La società civile catalana non ha piegato la testa dopo i fatti di domenica e rivendica sempre di più il suo diritto all'autodeterminazione. In un clima in cui Rajoy continua a creare tensione e a negare le violenze di cui è stato il mandante politico nella giornata di domenica, i cittadini catalani si preparano alle varie manifestazioni e appuntamenti sparsi per i quartieri. Emblematiche, a questo proposito, le dichiarazioni fatte dalla procura spagnola, secondo la quale «gli interventi della polizia non hanno assolutamente inciso sulla normale convivenza cittadina,  gli agenti hanno agito per legittima difesa e solo 844 persone, lo 0,037% dei votanti, sono risultate ferite dalla presunta grave violenza dalla polizia».

La mobilitazione in tutta la Catalogna è ripartita già nella serata di ieri. A Gracia un gruppo di cittadini ha assediato la sede della Guardia Civil al grido di «no dormireu», «no és violencia, és autodefensa» e «Fora faixistes dels nostres barris» (non dormirete, non è violenza è autodifesa, fuori i fascisti dai nostri quartieri). A Pineda de Mar altri cittadini hanno assediato l'albergo dove alloggiavano gli agenti della Guardia Civil. Anche nel pomeriggio un presidio fisso si è trovato fuori dalla sede della Guardia Civil di Barcellona.

La Generalitat ha favorito la chiamata ad incrociare le braccia riuscendo al minimo le fasce dei servizi minimi dei servizi pubblici. Molte imprese hanno deciso di rimanere chiuse. Nel frattempo, centinaia di attivisti e cittadini dei quartiere hanno iniziato a bloccare già dall’alba le arterie principali della città occupandole. Tra Poble Sec e Sant Antoni è stato invaso il Parallel creando pesanti disagi alla circolazione.

Intorno alle o di mattina le prime manifestazioni a Barcellona. Al grido di «vaga general» e «fora les forces d'ocupació» centinaia di manifestanti sono partiti in corteo verso la zona del mare. Al passaggio di fronte agli esercizi commerciali aperti, il corteo ha provocato la loro chiusura per diffondere l'astensione dal lavoro in opposizione alle cariche e al clima repressivo imposto sulla città da parte del governo Rajoy. Nel frattempo, intorno alle 10, è stato convocato dalle sigle libertarie e da Arran un presidio sotto la sede del Partido Popular, al quale hanno partecipato moltissime persone. Per tutta la giornata ci sono state anche manifestazioni dei lavoratori agricoli, scesi in piazza con centinaia di trattori.

Il primo appuntamento di convergenza c’è stato alle 12.00. Giovani, anziani, donne, uomini catalani e non hanno letteralmente invaso la zona di Plaça Universitat, Catalunya, Espanya e la Gran Vía. Le persone non sono riuscite ad arrivare al concentramento a causa degli altissimi numeri dei partecipanti, confluiti all’appuntamento dopo aver bloccato per tutta la mattina le principali arterie cittadine, i negozi ed aver dato vita a numerosi picchetti di fronte alle grandi catene che hanno negato lo sciopero. Frequenti gli slogan contro le forze di polizia nazionale, percepite da tutti come corpi di occupazione. I pompieri hanno animato un presidio sulla Laietana. A Girona centinaia di persone hanno occupato la stazione dei treni ad alta velocità. 

Si stima che complessivamente siano scese in piazza oltre 500 mila persone in tutta la Catalogna. Altissime le percentuali di astensione dal lavoro, in tutti i settori della produzione. Tra i portuali l’adesione è arrivata quasi al 100%, poco meno tra i pompieri e i lavoratori del trasporto pubblico (basti pensare che la metro funziona al 35% e i bus al 25). Molto forte l’adesione anche nel settore pubblico, favorita dal fatto che Generalitat ha concesso ai lavoratori di potersi assentare senza perdere quote di salario. Chiuse le scuole e le Università.
Le mobilitazioni continueranno fino a tarda notte ed alle 18, ai Jardinets de Gracia, c’è un appuntamento convocato da varie realtà di movimento. 

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