Marocco: Appello alla solidarietà contro la repressione del Hirak del Rif

19 / 2 / 2018

Riceviamo, traduciamo e pubblichiamo un appello lanciato da diverse organizzazioni marocchine contro la repressione dei militanti del Hirak del Rif e contro le detenzioni politiche nel paese. Abbiamo già avuto modo di parlare del movimento popolare per i diritti sociali che da più di un anno scuote il Marocco settentrionale e abbiamo espresso la nostra solidarietà a coloro che sono stati incarcerati per aver guidato queste mobilitazioni sociali di massa. Nei mesi scorsi sono arrivate le prime pesanti condanne agli imputati. L’ultima è stata quella del 7 febbraio 2018, che ha colpito sette manifestanti con pene che vanno dai cinque ai vent’anni di carcere. Nel frattempo, si è in parte verificato ciò che il regime sperava di impedire con la repressione; movimenti con rivendicazioni sociali e forme di lotta simili a quelle del Hirak sono comparsi in altre zone del paese. A Zagora gli abitanti protestano contro la penuria di acqua che viene invece usata per la coltivazione di angurie e meloni per l’export. Il movimento è stato presto ribattezzato “Hirak della sete” e sono stati 32 gli abitanti perseguiti per manifestazione non autorizzata. A Sidi Boulaalam, provincia di Essaouira, la popolazione è scesa in strada contro la povertà dopo che quindici donne sono morte nella calca durante una distribuzione di carità alimentare. A Tendrara, numerosi giovani sono stati arrestati dopo aver manifestato per il welfare in seguito al decesso di un ragazzo a causa dell’insufficienza delle strutture sanitarie locali. Le mobilitazioni più ampie e durature si sono registrate nella città mineraria di Jerada. Dopo la chiusura delle miniere di carbone negli anni ‘90, molti uomini non hanno avuto altra scelta che continuare a scendere nel sottosuolo per estrarre il combustibile fossile, ma in condizioni di autoimpiego informale altamente rischiose. La morte di due fratelli, avvenuta il 22 dicembre 2017 a causa del crollo di una galleria mineraria clandestina, ha scatenato un lungo movimento per l’impiego e lo sviluppo locale in quello che nel passato fu uno dei bastioni del movimento operaio marocchino. Ancora una volta, dignità, stabilità del reddito e giustizia sociale sono al centro dei movimenti nord africani e, ancora una volta, il sistema vigente è in grado di offrire solo appelli alla pazienza e repressione. Traduzione di Lorenzo Fe.

Una ondata di arresti senza precedenti si è abbattuta sugli abitanti del Rif marocchino. Al momento, undici minori sono perseguiti in stato di libertà provvisoria mentre altri dodici sono in carcerazione preventiva in attesa del processo. Ricordiamo che già da otto mesi, i militanti del Hirak (Movimento) del Rif sono vittime di una repressione feroce: si contano 450 persone in carcere o sotto processo giudiziario. I prigionieri politici sono stati sparpagliati in più di dieci prigioni del Marocco. La repressione colpisce arbitrariamente tutta la popolazione del Rif, giovani e adulti, donne e uomini. Tutti gli abitanti sono ora potenziali bersagli delle forze dell’ordine.

Oltre agli arresti, le sentenze carcerarie emesse contro i prigionieri politici del Hirak sono state estremamente pesanti, arrivando fino ai vent’anni di detenzione. I prigionieri del Hirak stanno scontando le loro condanne in condizioni di deplorevoli. Nel frattempo, le loro famiglie soffrono la separazione imposta dalla dispersione dei loro figli, mariti e fratelli in varie prigioni marocchine.

I processi dei prigionieri politici sono tuttora in corso. In particolare, continua il processo contro i 54 di Casablanca, che devono affrontare gravi accuse. Una decina rischia la pena di morte. Ricordiamo che questi militanti hanno intrapreso molteplici scioperi della fame rivendicando migliori condizioni di detenzione, mentre l’amministrazione penitenziaria fa il possibile per privarli dei loro diritti. Più che mai, l’integrità fisica e la sicurezza personale di questi detenuti sono in pericolo.

Noi militanti per i diritti umani:

-Diamo l’allarme in merito all’attacco in corso contro il diritto di assembramento e manifestazione pacifica. Chiediamo a tutte le forze sociali vere di mobilitarsi contro l’arretramento dei diritti civili che questa offensiva giudiziaria esprime. Tali pratiche minacciano le conquiste del popolo marocchino, pagate a caro prezzo e in seguito ai sacrifici degli anni di piombo.

-Esigiamo che lo stato rispetti i suoi impegni internazionali, specialmente la Convenzione internazionale sui diritti civili e politici e la Convenzione internazionale sui diritti economici e sociali e che abbandoni l’accanimento securitario con cui ha gestito la questione sociale.

-Esigiamo la liberazione immediata di tutti i prigionieri politici del Marocco, quelli del Hirak del Rif e di tutti i movimenti sociali che hanno attraversato il paese: Zagora, Tendrara, etc. L’ondata di processi giudiziari a sfondo politico deve finire.

-Esigiamo che lo stato si conformi alle disposizioni della Convenzione sui diritti dell’infanzia e ai suoi protocolli facoltativi, che il Marocco ha ratificato. È scandaloso che lo stato osi reprimere bambini di meno di dieci anni per “assembramento non autorizzato”, come è scandaloso che imponga ai cittadini di firmare accordi che impediscono di manifestare, violando la libertà d’espressione istituita dalla costituzione del 2011.

Organizzazioni firmatarie:

1-Ordine degli avvocati del Marocco

2-Lega marocchina per la difesa dei diritti umani

3-Associazione marocchina dei diritti umani

4-Forum marocchino verità e giustizia

5-Amnesty International Marocco

6-Transparency Maroc

7-Osservatori marocchino sulle carceri

8-Forum Al Karama per i diritti umani

9-Osservatorio marocchino sulle libertà pubbliche

10-Osservatorio sulla giustizia in Marocco

11-Ente marocchino per i diritti umani

12-Organizzazione per la libertà d’informazione e d’espressione

13-Centro marocchino dei diritti dell’uomo

14-Associazione Rif per i diritti umani

15-Associazione marocchina per la difesa dell’indipendenza del potere giudiziario

16-Associazione medica per la riabilitazione delle vittime di tortura

17-Osservatorio Amazigh sui diritti e le libertà

18-Associazione Adala per il diritto a un processo equo

19-Rete associativa per il controllo sulle elezioni

20-Forum delle alternative, Marocco

21-Ente marocchino per la protezione dei beni pubblici

22-Rete marocchina per la protezione dei beni pubblici

23-Sindacato degli avvocati marocchini

24-Fondazione Ouyoun per i diritti umani

25-Mediazione per la democrazia e i diritti umani

26-Comitato di solidarietà alle famiglie e ai prigionieri del Hirak del Rif

 

 

 

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