Messico - A 24 ore dalle elezioni presidenziali torna in piazza il movimento "Yo soy 132"

30 / 6 / 2012

Sabato 30 giugno, a meno di 24 ore dall'apertura delle urne per le presidenziali, tornerà in piazza in movimento "Yo soy 132". Lo farà con un iniziativa che ha al centro "democrazia e trasparenza dei media".

L'appello che sta girando è per l'appuntamento alle 18.00 da Tlatelolco poi sotto la sede di Televisa per arrivare nello Zocalo. Una manifestazione con candele e convocata senza propaganda elettorale per rispettare la cosidetta "veda", ovvero il silenzio formale della propaganda dei partiti il giorno prima delle elezioni.

Nei giorni scorsi i giovani del movimento, nato a maggio, avevano dato vita a catene umane davanti a Televisa, Telmex e Banamex per denuciare come i poteri forti, collusi con il sistema dei media cerchino di pilotare le elezioni verso la vittoria del candidato del Pri Pena Nieto.

Intanto giungono notizie di pressioni di ogni tipo sul voto. Le frodi elettorali non sono certo una novità in Messico così come la connessione tra le due gradi catene televisive e gli interessi racchiusi oggi nel Pri, come denunciato nei giorni scorsi da The Guardian.

Sembrano quasi una presa in giro in questa situazione, le tranquillizanti dichiarazioni del Presidente dell'Istituto Federale elettorale, IFE, che si dice convinto che non possa accadere niente di strano nelle urne. L'IFE, in tutti i precedenti casi, è stato infatti parte del problema non certo garanzia contro le frodi. Per evitare successive polemiche l'IFE ha fatto firmare ai candidati un "accordo di civiltà" in cui si impegnano a rispettare i risultati e non dar vita a proteste post-elettorali. Un modo per tutelarsi visto che dopo le scorse elezioni nel 2006, per mesi i sostenitori di Amlo (Andres Manuel Lopez Obrador del Prd) e non solo avevano occupato lo Zocalo contro il risultato che, guarda caso, aveva fatto vincere Calderon del Pan.

A scompaginare la scena elettorale, ponendo pubblicamente il tema della democrazia come libera scelta, ci hanno pensato i giovani del Movimento "Yo soy 132".

Unica vera e forte novità delle ultime settimane.

La loro entrata in scena ha fatto calare nei sondaggi la percentuale del Pri e creato forte nervosismo.

In questa situazione è dunque alto l'allarme per le varie frodi che potranno accompagnare le elezioni che riguardano non solo l'elezione del nuovo presidente ma anche 500 deputati e 128 senatori oltre a sette governatori statali.

Il Messico attraversa una crisi economica, sociale di vasta portata che si accompagna con la violenza generalizzata creata con la "guerra al narcotraffico" iniziata dal Presidente Calderon. Una militarizzazione dell'intero paese con una generale restrizione degli spazi di libertà.

In questo contesto si inserisce la sfida di domani tra i due candidati Pena Nieto del Pri e Andres Manuel Lopez Obrador del Prd visto che la terza candidata del Pan Josefina Vazquez Mota è già data per perdente.

Il movimento Yo soy 132 scende in piazza alla viglia del voto mettendo. al di là di uno schieramento elettorale il coltello nella vera piaga del paese: la mancanza di democrazia.

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