Per Jovanka Budisavljević Broz

25 / 10 / 2013

Da alcuni giorni, a Belgrado, è morta a 89 anni Jovanka Budisavljević Broz, vedova del maresciallo Tito. Nata nel 1924 da una famiglia contadina, Jovanka  ha partecipato al movimento partigiano jugoslavo, arrivando a far parte dello staff del Maresciallo Tito. Il matrimonio con il leader jugoslavo, di trentadue anni più anziano di lei, fu celebrato nel 1952.

Negli ultimi anni della vita del marito, Jovanka entrò in conflitto con diversi membri dell’ élite politica e militare jugoslava, in particolare con il leader comunista sloveno Stane Dolanc e con il generale serbo Nikola Ljubičić. L’accusa reciproca era quella di approfittare dell’indisposizione fisica di Tito, gia’ anziano e malato (poi scomparso nel 1980) per influenzarlo, plagiarlo e appropriarsi del potere.

La coppia Broz si separò di fatto nella seconda metà degli anni ’70, e già dal 1977 fu emarginata dalla vita pubblica, relegata in un appartamento di proprietà statale, dove visse in condizioni economiche assai precarie: fu infatti privata di tutte le sue proprietà (i beni della coppia furono nazionalizzati) e dei documenti personali. Di fatto, fu relegata a una sorta di arresti domiciliari durati trent’anni: solo nel 2009 infatti avrebbe riottenuto a la carta d’identità, dopo una visita con i ministri serbi Ivica Dačić (oggi premier) e con Rasim Ljaljić.

Nonostante le tensioni degli ultimi anni, Jovanka affermava di rimanere legata alla memoria di Tito e ha espresso recentemente il desiderio di essere sepolta al suo fianco nella Casa dei Fiori a Belgrado. Come ha commentato la politologa Milica Popović, “Jovanka ha passato i suoi ultimi anni dimenticata da tutti, proprio come l’antifascismo in Serbia”.

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