L'esibizione delle Pussy Riot nella Cattedrale di Mosca

Russia - Iniziato il processo alle Pussy Riot

Le tre ragazze rischiano sette anni di carcere mentre il governo vara nuove misure restrittive delle libertà

31 / 7 / 2012

E' iniziato ieri, in un tribunale completamente militarizzato, il processo contro le tre giovani ragazze, Maria, Katia e Nadia, età media 23, conosciute come le Pussy riot russe.

La loro colpa essersi esibite per pochi minuti nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca cantando a ritmo di musica punk "Madonna liberaci da Putin".

Il gruppo Pussy Riot, composto da alcune decine di giovani donne, erano state protagoniste di altre apparizioni, mascherate, nel centro della città che poi venivano filmate e caricate in you yìtube.  Una protesta musicale, fatta con i propri corpi e la propria creatività contro Putin. Erano state fermate in alcuni casi dai poliziotti ma sempre rilasciate.

L'apparizione di pochi minuti nella Cattedrale non è passato inosservato ai potenti vertici della Chiesa ortodossa che hanno chiesto al governo di intervenire e dopo pochi giorni sono state identificate tre ragazze, arrestate immediatamente con pesanti accuse mentre altre giovani restano ancora ricercate.

Nel processo iniziato ieri le Pussy Riot sono accusate di vandalismo aggravato dall'istigazione all'odio religioso e rischiano 7 anni di carcere. Il giudice ha già deciso che in ogni caso resteranno in carcere per il periodo preventivo fino alla fine del gennaio 2013.

Le tre ragazze ieri in aula hanno dichiarato di voler spiegare il senso della loro azione e hanno affermato che  "L'errore sta nel fatto che abbiamo portato in chiesa il genere musicale che stiamo elaborando e se qualcuno si è sentito offeso siamo pronte a riconoscere di aver commesso un errore etico", ma si sono rifiutate di vedersi dipingere come delle "teppiste" e hanno confernato che volevano solo contestare Putin e la legittimità delle elezioni.

Fuori dall'aula gli opposti schieramenti: a favore delle ragazze i difensori dei diritti umani e delle libertà, che definiscono inaudita la repressione attuata dal governo e dall'altra i sostenitori conservatori della chiesa ortodossa che sostengono che si è trattato di "sacrilega profanazione".

Dietro la vicenda, si misura anche il peso della relazione tra la chiesa ortodossa e il governo. Governo, che, come dicono i commentatori, vedrebbe bene, visto il clamore suscitato a livello internazionale dal caso, un'eventuale gesto del Patriarca Kirill di ritiro della denuncia e "perdono" delle ragazze. Per il momento i vertici della chiesa continuano a dichiarare che vogliono "una lezione per la gioventù senza valori dei nostri giorni".

Nei sondaggi il paese è diviso a metà, mentre a livello internazionale grandi star musicali come Sting, Red Hot Chili Peppers, Peter Gabriel, Madonna si sono espressi a favore delle ragazze.

Sullo sfondo di questa vicenda le proteste dello scorso inverno e la battaglia per la libertà d'espressione. Bisogna infatti ricordare che non più di tre settimane fa la Camera bassa del Parlamento, su indicazione governativa, ha approvato una serie di misure restrittive della libertà della rete e dell'attività delle associazioni.

Le misure, approvate nonostante le proteste dell'opposizione parlamentare, utilizzando la necessità di una battaglia contro la pedofilia in rete, prevedono che siti web, blog etc .. ritenuti sensibili vengano inseriti in una lista nera e potranno essere censurati e chiusi. Quello che preoccupa è infatti la totale discrezionalità delle norme che crea la possibilità di operare con la censura ben al di là delle vicende collegate alla pedofilia e alla difesa dell'infanzia. Non ci vuole molto a prevedere che sotto la scure della censura possano finire proprio quei blog e quei siti da cui sono partite le proteste anti Putin dei mesi scorsi, che hanno sfidato le restrittive normative che puniscono chi manifesta (in Russia basta essere più di due per essere arrestati per manifestazione non autorizzata). Queste misure, approvate dal parlamento, fanno il paio con una serie di provvedimenti, sempre approvati nelle scorse settimane che prevedono una serie di restrizioni per le ONG che ricevono fondi dall'estero e che dunque sono in parte quelle maggiormente impegnate nella difesa dei diritti civili e umani. 

Per protestare Wikipedia Russia era stata inattiva per 24 ore e listata a lutto denunciando quello che potrebbe accadere nel paese quando in autunno diventeranno operative le misure appena decise.

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