Trawun in Wallmapu - Intervista a Moira Millàn

16 / 1 / 2018

Nella comunità mapuche di Pillan Mahuiza la carovana dell’Associazione Ya basta! Êdî bese! e Ya basta! Marche “Il paradiso perduto non può più attendere” ha incontrato Moira Millan, portavoce della comunità e della Marcha de Mujeres originarias por el Buen Vivir. Nei video seguenti Moira ci racconta della situazione attuale della comunità in un clima di campagna anti mapuche divenuto drammaticamente pesante dopo la sparizione forzata e la morte di Santiago Maldonado e l’assassinio di Rafael Nahuel, entrambi vittime della repressione contro il popolo mapuche.

Sparizioni forzate

Questa estate si è tornato a parlare di sparizioni forzate in Argentina dopo il tragico evento che ha visto vittima Santiago Maldonado, l’attivista fatto sparire dalla gendarmeria perché manifestava assieme alla comunità del Pu Lof Cushamen per la liberazione di Facundo Jones Huala, in carcere perché accusato di terrorismo. In questo video Moira Millan racconta come, dal ritorno alla democrazia, nella sola provincia del Chubut, sono 145 le sparizioni forzate di mapuche denunciate alle autorità. Secondo Moira però sarebbero centinaia i casi di sparizione forzata perché non tutti i casi sono stati denunciati o presi in carico dalle autorità.

Autodeterminazione, libera determinazione e indipendenza

Mentre la narrazione dei media ufficiali parla di richiesta d’indipendenza da parte dei mapuche, Moira ci spiega la differenza tra autodeterminazione, libera determinazione e indipendenza.

L’autodeterminazione è un concetto individuale, mentre la libera determinazione è un concetto collettivo ed è quello che la nazione mapuche sta chiedendo e per cui sta lottando e resistendo. Niente a che fare dunque con il concetto d’indipendenza, di ispirazione coloniale che ha a che fare con l’organizzazione dello stato nazione: i mapuche hanno già un proprio modello organizzativo e una propria forma di autodeterminazione personale, lottano per la libera determinazione del proprio popolo.

Le accuse di terrorismo e la repressione

Moira recentemente è stata accusata dal ministro della sicurezza Patricia Bullrich, di essere un’esponente della RAM (Resistencia Ancestral Mapuche, un’ipotetica organizzazione armata mapuche). Accusa totalmente inventata dai servizi d’intelligence: “Con tutti i soldi che spendono per spiarci, basterebbero cinque minuti in internet per vedere che ho sempre parlato a nome della Marcha de Mujeres Originarias por el Buen Vivir e mai per la RAM”. La repressione contro il popolo mapuche, di cui queste false accuse sono solo una parte, è selettiva, non stanno reprimendo cioè tutto il mondo o tutti gli argentini in maniera uguale, stanno reprimendo soprattutto chi in maniera organizzata sta lottando contro il sistema.

La terra si sta difendendo

 “Spegnete la televisione, accendete il cuore e ascoltate la mapu (madre terra)”. Con queste parole Moira lancia un appello alla società civile per comprendere le ragioni della resistenza mapuche e per capire ciò che il sistema (capitalista) non vuole che capiamo. Con tanti mezzi di comunicazione viviamo in una sorta di autismo postmoderno, dove non si riesce realmente a comunicare. È necessario svincolarsi da questo meccanismo di controllo e ascoltare la madre terra perché non c’è un caudillo, un eletto, un principe azzurro che viene a salvarci. Siamo parte di un sistema cosmico universale che è violentato, la terra vive, ci parla, dobbiamo aprire il nostro cuore e ascoltarla. La terra stessa si sta ribellando a questo sistema, si sta difendendo a tutte le aggressioni che sta subendo ed è la nostra prima alleata.

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