Tunisi - Terzo giorno del Forum sociale Mondiale

29 / 3 / 2013

Siamo arrivati al terzo giorno del FSM. L'area dell'Università El Manara ormai è rodata alla presenza di migliaia di persone, che vagano tra i molti stand animati come nei giorni scorsi da improvvisati cortei, musiche e installazioni. Oggi è la giornata delle assemblee di convergenza dedicate a cercare di raccogliere parzialmente il confronto delle varie aree tematiche.

L'assemblea mondiale dei migranti e delle associazioni di solidarietà ha visto la partecipazione di centinaia di persone, negli interventi sono stati riportati i lavori dei vari seminari e sono state proposte, come da copione classico, alcune giornate di mobilitazione. L'intervento del Progetto Melting Pot Europa ha evidenziato la necessità di pensarsi dentro uno spazio di azione comune, l'Euromediterraneo, fatto di nuovi diritti e libertà di movimento per di attraversare le prossime mobilitazioni come Blockupy.

Nella diretta webstreaming abbiamo affrontato i temi trattati nello Spazio climate change. Con Francesco Pavin del Presidio No dal Molin abbiamo parlato della discussione contro le grandi opere che si è conclusa con la stesura della Carta di Intenti di Tunisi per riunificare le mobilitazioni. Tommaso Cacciari No grandi navi ha riportato l'attenzione sulla necessità di mettere al centro il nodo della crisi climatica e la difesa dei beni comuni. Namdimi Jayarama, intervistata da A sud ha centrato i grandi temi della difesa della terra dall'agrobusiness e della sovranità alimentare mentre un'attivista del movimento contro le grandi dighe  ci ha illustrato la campagna internazionale "Save the Tigris and the Iraqi Marshes". Roberto Morea di Transformer ci ha presentato l'Altersummit che si svolgerà ad Atene dal 7 al 9 giugno. Una proposta per rafforzare i percorsi di relazione europei che si svolgerà dopo l'appuntamento di fine maggio a Francoforte con Blockupy.

Nel corso della giornata abbiamo intervistato Giuliana Sgrena che ci ha raccontato il tentativo di dialogo avvenuto tra i democratici e alcuni salafusti. Un incontro che ha messo in luce la complessità della situazione dell'area. Nell'intervista abbiamo avuto modo di affrontare i temi della presenza del fenomemo del jaddismo in Mali ma anche la situazione che si crea con gli interventi armati come quello francese. Lo jaddismo e la sua presa sui giovani che dai vari paesi vanno in zone di conflitto è oggi una realtà, così come l'ampliamento della presenza dei salafiti anche nelle comunità migranti in Europa. Con Giuliana abbiamo anche affrontato la situazione in Tunisia con l'aumento del peso religioso sotto il governo di Ennadah.

La giornata si è conclusa con l'Assemblea dei movimenti sociali che più che un'assemblea è stato un continuum di slogan e canzoni come quelle cantate dai manifestanti durante la Primavera araba.

Alla lettura del documento finale, preceduta dall'intervento degli attivisti tunisini, della Marcia Mondiale delle donne, Via Campesina e pochi altri, dedicato alla critica del capitalismo si è scatenata un parapiglia tra marocchini e Sarawi intorno all'indipendenza del Sahara,. Un tema che già nei giorni scorsi aveva causato non poche tensioni.

Peraltro per quanto riguarda le innumervevoli contraddizioni di questi giorni oggi pomeriggio sono stati allontanati da una protesta i rappresentanti di UsAid, agenzia americana dello sviluppo, accusata di essere la longa mano del governo Usa in situazioni di conflitto.

Domani nella mattinata si terranno le ultime assemblee e poi ci si sosterà per il corteo nel centro della città.

Il 30 marzo alle 10.00 diretta dal Villaggio dello Sport e nel pomeriggio dalla manifestazione conclusiva del FSM

In diretta webstreaming da Tunisi
Immagini e voci dal Forum Sociale Mondiale


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