Padova - Presentazione del libro "Libia 1911 - 1912 Immaginari coloniali e italianità" di Gabriele Proglio

"Presentazione con l'autore" Sherwood, venerdì 28 aprile ore 18 - vicolo Pontecorvo 1/a - Padova

28 / 4 / 2017

Libia 1911 - 1912 Immaginari coloniali e italianità di Gabriele Proglio è senza dubbio uno strumento da aggiungere alla cassetta degli attrezzi per decostruire il razzismo latente nella società.

Migrazioni e razzismo sono certamente due dei nodi più controversi attorno ai quali il dibattito pubblico si inasprisce e molto spesso si arena in posizionamenti ideologici o guidati da stereotipi ormai difficili da disvelare. Così la contrapposizione tra la retorica del “clandestino invasore” e la contro-narrazione del “profugo da salvare” cristallizza il dualismo tra un “noi” “europea-autoctona” e “migrante-africana”,  lasciando al contempo chiuso ogni spazio di protagonismo possibile per i nuovi cittadini - o nuovi poveri? - che già si trovano dentro il perimetro della Fortezza Europa.

Lo sforzo di ricerca e chiarezza esplicativa che compie Gabriele Proglio rende semplice, ma allo stesso tempo urgente, una decostruzione tanto dell’immaginario ormai fattosi linguaggio comune quanto dei meccanismi di costruzione delle identità cosiddette nazionali. Il ritrovato protagonismo nel discorso politico di identità nazionali e confini deve spingerci alla ricerca delle modalità con cui questi concetti si sono introdotti irreversibilmente nel lessico comune, e nell’analisi delle esperienze coloniali italiane possiamo trovare questa radice: proprio la guerra coloniale libica è stata fucina di due immaginari legati a doppio filo, l’italianità definita per contrasto e per supposta superiorità rispetto all’identità attribuita ai popoli colonizzati, e l’identità stessa delle razze africane.

Colpisce per la sua attualità, nell’attenta analisi che l’autore ci regala, la profonda ignoranza dello scenario interno della Libia al momento dell’invasione militare: lo stesso grado di mistero avvolge oggi la situazione sociale e politica di questo territorio incastonato tra deserto e mare, alla ribalta delle cronache per essere il punto di partenza di centinaia di migliaia di migranti che sfidano la sorte per raggiungere le “nostre” coste, o meglio il suolo - ed il tenore di vita europeo. La Libia oggi è il nido degli scafisti, terra di conquista per i tagliagole di Daesh, uno scatolone di sabbia ricco però di petrolio a causa del quale bande tribali si scontrano in una lotta inarrestabile apertasi dopo la fine del regime di Gheddafi.

Quello che emerge in maniera lampante nella narrazione mainstream sulla Libia contemporanea, funzionale agli interessi delle potenze mondiali e delle multinazionali, è un nuovo paradigma che tende a superare le contraddizioni di una lettura coloniale e post-coloniale.

Venerdì 28 aprile, presso la sede di Sherwood (Padova, vicolo Pontecorvo 1/a), ne parliamo con:

Gabriele Proglio, docente di storia contemporanea presso l'Università di Tunisi;
Nadia Zangarelli, ricercatrice di storia dell'Africa mediterranea presso l'Universtà di Perugia
Antonio Pio Lancellotti, co-direttore di Globalproject.info

Nota biografica
Gabriele Proglio è docente di storia contemporanea e studi postcoloniali presso l'Università di Tunisi 'El Manar' e lavora nel progetto 'Bodies Across Borders: Oral and Visual Memory in Europe and Beyond' presso lo European University Institute. La sua ricerca verte sulla storia orale sulle diaspore dal Corno d'Africa in Europa. È tra i fondatori di Intergrace - Interdisciplinary Research Group on Race and RacismRacisms. Sta lavorando ad un contributo nell'opera collettanea "Fortress Europe, Border Lampedusa" e "Decolonizing the Mediterranean Area, Colonial Cultural Heritage, between Europe and North Africa" previste in uscita nel 2017

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