Reggio Emilia alla rovescia: Distacchiamo il mercato, allacciamo i diritti

Contributo di Tavolo No Maxiutility - Si ripubblicizzazione

15 / 4 / 2015

Nel novembre 2014 il Comitato Acqua Bene Comune ha iniziato un’indagine per capire il fenomeno delle morosità incolpevoli e dei distacchi delle utenze a Reggio Emilia. Riuscire a mettere insieme i pezzi delle informazioni ottenute è stato difficile. Il quadro a livello nazionale è stato raccolto in un vademecum dal Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua. Un documento essenziale che andrebbe riempito poi in alcuni campi con allegati diversi secondo il tipo di normativa vigente sul territorio o con la carta dei servizi del gestore. E’ diviso per temi: legislazione internazionale e italiana, il distacco prima e dopo (accesso alla tariffa agevolata, rateizzazioni, elementi per effettuare un reclamo, cosa fare dopo il reclamo e cosa fare dopo il distacco), il gestore locale e i meccanismi decisionali, la strada dell’acqua pubblica (livello locale). Grazie a questo documento ricordiamo che l’Onu, con risoluzione approvata il 28 luglio 2010, ha dichiarato l’accesso all’acqua potabile e all’igiene un diritto umano. Tale diritto può essere quantificabile nei 50 litri al giorno a persona stimati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come “flusso minimo vitale”. In Italia purtroppo tale diritto non è garantito, poiché non esiste alcuna normativa nazionale che tuteli contro i distacchi, nè esiste nulla che definisca il concetto di “morosità incolpevole”. Tutto questo nonostante il 12- 13 giugno 2011 un referendum abbia sancito la volontà popolare per la gestione dell’acqua fuori dalle regole del mercato. Si sta chiedendo di ripristinare nel “ Collegato Ambientale” l’articolo che impedisce i distacchi del servizio idrico e garantisca il diritto all’acqua tramite il minimo vitale. Che non appaia come una consolazione sapere che a Reggio Emilia si effettuano distacchi dei servizi essenziali tanto quanto in decine di altri comuni sparsi per lo stivale... che la cosa non investe solo la nostra città ma sia un fenomeno virulento come un’ epidemia dunque. E’ un dato di fatto. Alle privazioni a cui, un sorsetto alla volta, ci stiamo abituando si aggiungono anche quelle di vedersi staccare le utenze e, ancor peggio, a volte, senza neanche una vera e propria colpa. Scopriamo inoltre che in molti posti ci si è costituiti in Gruppo per Allaccio Popolare, cittadini colpiti dal distacco si rivolgono ad altri cittadini per effettuare il riallaccio coi propri mezzi …. “abusivamente”. In realtà più vicine sono stati istituiti sportelli non istituzionali di assistenza alle famiglie come nel caso di Parma. La Rete dei Diritti in Casa è riuscita a dare risposte, ponendosi come tramite tra gli utenti colpiti e il gestore, attraverso presidi nei giardini del gestore stesso e impedendo così il distacco del servizio idrico ad una ventina di realtà. Questo tema si è manifestato negli ultimi tempi in tutta la sua complessità. Ci si accorge che un grosso problema sta nel fatto che molti cittadini non hanno conoscenza di quei pochi aiuti che sarebbero messi a disposizione dei meno abbienti o con a carico familiari disabili, bambini , anziani. Nonchè della possibilità di rateizzare un debito contratto col gestore grazie all’accordo firmato da sindacati, associazioni dei consumatori, comune e Iren (corre l’obbligo, in questo caso, di specificare che la rateizzazione del debito accumulato in tre rate non risponde alla soluzione del problema). Qualcuno ha fatto richiesta ma chissà quando saprà se avrà accesso a tali “ privilegi”. L’iter una volta fatta la domanda è lungo e tortuoso. Un esempio su tutti: la domanda per usufruire del bonus acqua andava fatta per gli anni relativi al 2013/14 entro lo scorso novembre.... poi slittata a dicembre, gennaio e infine (forse) febbraio. Il numero di richieste però, e sarebbe un dato importante, non è noto. A nessuno. Le parti firmatarie dell’ accordo di cui prima avrebbero dovuto chiedere a Iren dati relativi a:

• numero richieste rateizzazione
• numero distacchi previsti e già fatti
• numero di pratiche gestite con l’intervento del comune (questo in alcuni casi si fa carico almeno del 50% dell’ insoluto perchè Iren si impegni a non distaccare o a riallacciare a fronte, però, di una garanzia di rientro della somma prestata all’ utente).

Ma di questi dati proprio non si sa nulla se non numeri strappati in via ufficiosa. In provincia il fenomeno sembra assumere dimensioni più umane. Lo sportello sociale, da qualche tempo presente in tutti comuni, funziona come un filtro essenziale tra cittadinanza, istituzioni, e gestori. I casi affrontati, anche i più complicati, trovano risposte e gli stessi piccoli comuni si fanno promotori di iniziative di supporto: in cambio di copertura della metà del debito contratto chiedono qualche ora di servizio per la pulizia delle strade o altri lavoretti socialmente utili. Le cose si complicano evidentemente in città, dove questi sportelli non sembrano riuscire a contenere la gravità del problema. E’ noto che nei prossimi giorni in via Turri diversi condomìni si vedranno staccato il teleriscaldamento. Tutti, anche quelli che hanno pagato regolarmente. Il debito totale pare ammontare a due milioni di euro ed è il risultato di anni di negligenza e approssimazione di tutte le parti in causa. Il piano di rientro promosso dalla giunta comunale precedente, che ha dimostrato in qualche modo la volontà di imporsi umanamente e politicamente rispetto a Iren, è miseramente naufragato con l’avvento della nuova amministrazione. I debiti si stavano lentamente saldando ma poi... la notizia giunta poco più di un mese fa e accordata prima del nuovo anno non lascia scampo. Intere famiglie dovranno provvedere singolarmente a procurarsi acqua calda prima e una fonte di riscaldamento quando il nuovo inverno arriverà. In ultima analisi all’interno di questi condomìni il via vai di non residenti, gente di passaggio, i famosi furbetti, chi davvero non ce la fa, hanno portato ad una tale esasperazione la comunità sempre puntuale nel pagamento delle bollette che il distacco è visto come un’ opportunità di ricominciare “una nuova vita”. Se è vero che tutti i condomini, anche se adempienti, possono essere ritenuti debitori solidali nel caso di mancato pagamento da parte di altri condomini del debito verso i terzi, ci chiediamo tuttavia come sia possibile che non sia stato applicato il principio dell’art 18 legge 220 del 2012 che recita: “ ...i creditori non possono agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti se non dopo l’escussione degli altri condomini...” e per quale motivo gli amministratori di condominio, cui può essere richiesta dai creditori una fideiussione bancaria, non sono chiamati a loro volta a rispondere. Non dimentichiamo quanto sia fondamentale il ruolo di questi ultimi in una vicenda come questa, che hanno sicuramente la possibilità di sapere chi ha pagato e chi no. A questo proposito si è deciso di presidiare il comune lanciando le seguenti richieste:

 • un anno di moratoria a sostegno dei cittadini colpiti dal distacco
 • ottenere da Iren i dati relativi ai distacchi
• stabilire chi debba pagare il debito accumulato.

L’urgenza di avere risposte non ammette più ritardi. Chiediamo alla politica di riappropriarsi del suo ruolo fondamentale: quello di mettere in campo azioni che sostengano la cittadinanza in particolar modo quella più debole e oppressa dalla crisi che stiamo vivendo. 

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