Sovvertire il pianeta

Lunedì 11 giugno a Sherwood Festival 2018, con Jason W. Moore e Raul Zibechi

8 / 6 / 2018


Lunedì 11 giugno, alle ore 21,00, ci sarà il primo dei dibattiti in second stage che – come da lunga consuetudine – accompagnano il ricco programma dello Sherwood Festival. Titolo del dibattito è: "Sovvertire il pianeta. Lotte e movimenti nell’antropocene". Gli ospiti sono: Jason W. Moore (Binghamton University - State University of New York - Suny), Raul Zibechi (giornalista e autore uruguaiano), Emanuele Leonardi (Università di Coimbra), Maura Benagiamo (Università di Milano Bicocca) e Tommaso Cacciari (Comitato No Grandi Navi). A coordinarlo sarà Marco Baravalle, del Sale Docks di Venezia.

I cambiamenti climatici sono l’effetto più tangibile e devastante di un modello di sviluppo che si regge sulla continua valorizzazione, da parte del capitale, della natura e della vita. Negli ultimi decenni il capitalismo estrattivo, spinto al suo estremo dalla governance neoliberale, ha riformula to più volte il concetto stesso di “limite” all’interno del quale fosse possibile l’utilizzo delle risorse ambientali. Un “limite” in realtà che ha da tempo oltrepassato ogni forma di possibile equilibrio “ecologico”, determinando il fatto che in alcune aree del Pianeta sia compromessa - in maniera irreversibile - la stessa riproduzione biologica della vita. Le conseguenze di questa situazione sono le crisi di approvvigionamento, la finanziarizzazione della natura, le migrazioni forzate, l’instabilità politica ed economica dell’intero globo.

Il fallimento assoluto di Cop 23 a Bonn, l’uscita degli Stati Uniti dal – pur limitato – “Accordo sul clima” firmato a Parigi al termine di Cop 21, dimostrano con chiarezza l’impossibilità di risolvere la crisi climatica all’interno degli schemi fissati dall’attuale governance e, soprattutto, all’interno del modello di sviluppo capitalistico. L’illusione di un green capitalism si è giocata attorno alla contraddizione legata alla messa a valore della stessa crisi climatica, attraverso l’espansione di dispositivi come la finanziarizzazione dei beni comuni, i carbon credits, le speculazioni su derivati metereologici, i climate futures. Una contraddizione in cui emerge un paradigma che già da tempo ha sostituito alla contrapposizione tradizionale tra capitale e lavoro un’altra che agisce nella complessità delle forme di vita, nelle quali l’ambiente diventa una componente organica nella lotta di classe.

Con questa consapevolezza sono sorti in tutto il mondo movimenti che non credono alla favola del capitalismo verde, che vedono chiaramente le connessioni tra crisi ecologica e oppressione sociale, culturale, razziale, coloniale e di genere, dunque rifiutano la separazione dell’ambiente in quanto settore specifico di intervento, scollegato dalla struttura generale della società e dell’economia mondiale. La miriade di lotte “ambientali” presenti in tutto il pianeta inizia a porsi in maniera più chiara la questione di una trasformazione radicale del modello di sviluppo, oltre la singola vertenza e la specificità territoriale. In questo contesto l’ecologia politica rappresenta, oltre che un interessante campo intersezionale di studi sull’antropocene (inteso come l’era dell'umano, in cui l’umanità agisce come forza geologica), anche un terreno fondativo di nuove pratiche di resistenza e organizzazione.

Lunedì 11 giugno, sul palco del Second Stage dello Sherwood Festival, discuteremo di tutte queste cose all’interno del dibattito intitolato “Sovvertire il pianeta. Lotte e movimenti nell’antropocene”. Come ospiti avremo Jason W. Moore (Binghamton University - State University of New York - Suny) – il cui libro Antropocene o Capitalocene. Scenari di ecologia-mondo nella crisi planetaria, edito in italiano da Ombre Corte, costituisce un architrave del dibattito internazionale che analizza criticamente il concetto di «antropocene» - e Raul Zibechi, giornalista e autore uruguaiano, tra i maggiori studiosi del capitalismo estrattivo nel continente latino-americano, che ha recentemente scritto il libro “Il Mondo Altro in Movimento. Movimenti sociali in America Latina ”, la cui edizione italiana è di Nova Delphi.

Nel dibattito interverranno anche Emanuele Leonardi, ricercatore dell’Università di Coimbra che ha curato – insieme ad Alessandro Barbieri – l’introduzione all’edizione italiana dell’ultimo libro di Jason W. Moore, Maura Benagiamo, ricercatrice del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale all’Università di Milano Bicocca, e Tommaso Cacciari, del Comitato No Grandi Navi di Venezia, che rappresenta una delle lotte territoriali che maggiormente impattano la questione del climate change, sia per la peculiarità della città lagunare, sia per gli intrecci internazionali che questo movimento ha sempre avuto. Coordina il dibattito Marco Baravalle del Sale Docks di Venezia.

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