
Duello a distanza sulle unioni civili tra il segretario dei Ds, Piero Fassino, e il leader dell’Udeur e ministro della Giustizia, Clemente Mastella, dopo l’apertura di sabato di Prodi che aveva parlato di un passo avanti del governo sulle coppie di fatto. Ad aprire il confronto è il Guardasigilli che avverte il governo: «I pacs sono materia del Parlamento, e io non voto». Da Palermo Fassino replica sottolineando che - sulle coppie di fatto - i Ds non arretrano: «il Governo avanzerà una proposta e come tutte le leggi passerà all’esame del Parlamento. È lì che ogni forza politica farà valere le proprie opinioni ed è lì che si discuterà».
In merito a questo tema sembra che – per uscire dal pantano – la soluzione che stia venendo studiata dalla triade Prodi – Bindi e Pollastrini sia quella di usare l’escamotage padovano per farlo diventare nazionale.
L’esempio dei Pacs padovani (dove la giunta di centro sinistra ha fatto passare in consiglio comunale un decreto legislativo che rispolvera una vecchia legge in merito alle anagrafi facendola passare per atto innovativo in merito alle unioni civili.)è una mozione che non istituisce nulla, che non attribuisce alcun diritto, che non riconosce niente e nessuno. Una mozione truffa, che dà altisonante applicazione alla legge sull’anagrafe (esistente dal 1954) che all’art. 33 consente esplicitamente che l’ufficiale d’anagrafe “d’ordine del sindaco” attesti, su richiesta degli interessati e se non vi ostino gravi motivi di ordine pubblico, i dati riportati nelle schede individuali dell’anagrafe, tra cui anche la convivenza “per vincolo affettivo” delle persone (senza precisazione alcuna di genere), dichiarata ai sensi dell’art. 4 che definisce il nucleo familiare.
Sembra - leggendo le pagine dei quotidiani di oggi- che a partire dal 5 febbraio nella città di Padova ci sarà una sorta di attuazione effettiva dei Pacs.
La verità è che il nodo cruciale della questione – ovvero il problema su quali diritti abbinare al certificato che sarà ottenibile dal 5 febbraio negli uffici dell’anagrafe padovana.- è ancora tutto aperto anche se si è discusso di pensioni, eredità e assegni familiari: tutti provvedimenti concreti che possono essere riconosciuti dal governo e non certo da un’amministrazione locale!
Ci sarà dunque da aspettare prima che il governo riesca a trovare una soluzione che accontenti - o che per lo meno sia punto di mediazione - tra i Teodem diellini capitanati dalla Binetti, e le richieste della rappresentanza parlamentare del mondo gay.
Magari affidandosi alla farsa dei Pacs padovani.
Il servizio di Federica Pennelli.
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