
Copenhagen - Scontri e arresti, nella notte, nella capitale danese. Tutto è cominciato quando le forze dell’ordine sono intervenute per disperdere con gas lacrimogeni circa un migliaio di giovani a Noerrebro, contrari all’evacuazione forzata di un centro sociale. Gli incidenti sono scoppiati verso l’una di notte, quando la polizia è intervenuta per disperdere una protesta non autorizzata, ma inizialmente pacifica. Con concerto e una festa di piazza.
Di fronte alla pressione della polizia i giovani, secondo la ricostruzione delle autorità, hanno cominciato a divellere lastre di pietra e ciottoli e a coprirsi il volto. Alle cariche della polizia e ai lacrimogeni hanno reagito lanciando pietre e bottiglie molotov. Verso le 3 i manifestanti erano stati dispersi, ma poco dopo le proteste sono riprese nel quartiere di Christianshan, vicino all’enclave autogestita di Christiania.
"Circa cento manifestanti sono stati arrestati", ha dichiarato il portavoce della polizia di Copenhagen, Fleemig Steen Munch, aggiungendo che "la situazione è ora sotto controllo". Uno di loro, ferito, è stato trasportato in ospedale.
I giovani che gestivano il centro sociale di Ungdomshuset, a Noerrebro, che da 25 anni fornisce alloggio a giovani emarginati e stranieri, di fronte alle ingiunzioni di sgombero avevano più volte chiesto una soluzione politica o l’assegnazione di un edificio alternativo, che l’amministrazione non ha concesso. La struttura che ospita il centro sociale era stata venduta nel 2000 dal Comune a un istituto religioso.
Ieri la polizia è intervenuta ed ha sgomberato l’Ungdomshuset, fermando 217 persone. Da qui la decisione di una protesta notturna. Per oggi, sono in programma altre manifestazioni: lo ha dichiarato Jan, portavoce del centro sociale sgomberato. "La lotta - ha detto Jan - continuerà a lungo, finchè non ci sarà una Casa della Gioventù a Copenhagen".