
Il Pianeta sta andando verso la distruzione, i dati e i segnali parlano chiaro. Dalla seconda metà del secolo scorso la popolazione mondiale è quasi triplicata, la conseguente massiccia emissione di anidride carbonica (dovuta soprattutto all’utilizzo degli idrocarburi) ha inspessito l’atmosfera, che in tal modo trattiene maggiormente i raggi infrarossi solari e si surriscalda.
E’ "l’effetto serra", con tutti i disastri che ne conseguono, in un concatenamento accelerato. Citando un’immensa mole di dati scientifici, mostrando lo scioglimento di ghiacciai, orsi alla deriva in cerca di iceberg che si sciolgono, città intasate da auto fumanti e industrie ad alta emissione, il documentario fa breccia nello scetticismo di chi non vuole riconoscere all’inquinamento causato dall’uomo la responsabilità del riscaldamento globale.
La minaccia catastrofica del riscaldamento globale provocato dalla emissione di gas a effetto serra a Venezia si chiama industria di Porto marghera, centrali elettriche di Fusina e Marghera, grandi navi, MoSE visto che anche quetsa grande opera prevede la costrzuione di centrali elettriche alle bocche di porto per produrre l’energia necessaria al funzionamento della paratoie.
Una recente indagine dell’ARPAV sull’inquinamento da polveri sottili ci condanna come la 5a città più inquinata d’Italia; responsabili, oltre al traffico, sono i fumi provenienti da Porto Marghera (75% centrali elettriche e fabbriche) e le grandi navi da crociera e commerciali(15%).
Mai come adesso è necessario un movimento cittadino che metta in rete tutti i singoli, le associazioni, chi non ci sta a questo modello "devastante" di sviluppo, a difesa della città come bene comune. La "politica" è lontana dal risolvere i problemi: basta per tutti l’esempio del MoSE che non ferma l’acqua alta, assorbe tutte le risorse economiche presenti e future a danno della vera salvaguardia, devasta irrimediabilmente l’equilibrio naturale della laguna.