
Nella giornata del 25 Marzo, durante Caffè Babele (a cura di Ass. Ya Basta! RE), gli invisibili hanno avuto modo di mostrare il proprio volto. Un’ottantina di lavoratori migranti ha partecipato alla presentazione pubblica del Comitato “Lavoratori Irregolari Reggio Emilia”.
Questo comitato nasce in modo spontaneo ed autorganizzato, a partire dalle reali necessità dei cittadini migranti: rivendicare i propri diritti, indipendentemente dal fatto di possedere o meno un permesso di soggiorno. Numerosi sono i casi di lavoratori sfruttati, non pagati, senza tutela sanitaria, e tutto questo perchè vi sono datori di lavoro che lucrano sulla clandestinità e quindi sulla impossibilità di difendersi di queste persone. Uno degli obiettivi del comitato è infatti quello di fare un’inchiesta per denunciare pubblicamente e legalmente le imprese (per lo più edili) che adottano questi metodi.
Durante l’incontro si è voluta anche sottolineare la contraddizione che stanno attraversando le istituzioni locali che da un lato promuovono una fantomatica conferenza provinciale sull’immigrazione (che si terrà domani, 26 Marzo) sventolando il baluardo della coesione sociale e dall’altro mettono in atto politiche di tolleranza zero: perquisizioni massicce per strada e dentro le case, retate nei luoghi di aggregazione.
Il comitato è stato chiaro nel dichiarare che la sicurezza e l’integrazione si possono raggiungere solo per mezzo di una regolarizzazione estesa e non certo con questa logica repressiva. Un altro obiettivo è quindi esercitare una forte pressione politica affinché il problema della “clandestinità” e del lavoro nero venga risolto alla radice e non attraverso le ispezioni sui posti di lavoro che finiscono in espulsioni di lavoratori irregolari.