
Turchia-Kurdistan: l’allargamento dei confini europei come estensione di nuovi diritti o nuova forma di controllo e repressione?
Orsola Casagrande - giornalista
"Oggi la Turchia cerca di proporsi come rappresentante di un islam moderato che ha abbracciato il neoliberismo ma in realtà per fare ciò continua a reprimere e violare i diritti del popolo curdo".
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Schegge video dal Global Meeting [ 01 ]
Yuksel Genç - Scrittrice e attivista curda
" La situazione del popolo curdo in questi anni non è migliorata nonostante l’Unione Europea abbia avviato contrattazioni per fare accordi sulla situazione dei diritti umani.
Ancora oggi c’è divieto di parlare la propria lingua, i giornali curdi vengono chiusi o ricevono continuamente denunce relative ad ogni tipo di notizie. Anche la possibilità di costruire partiti di rappresentanza curda è vietata dato che vengono tutti descritti come terroristi, senza che l’UE dica nulla. Tutto questo, assieme alla gestione dell’arresto di Ocalan di aumentare le domanda del popolo curdo nei confronti di questa Europa."
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Schegge video dal Global Meeting [ 01 ] [ 02 ]
Ertuğrul Kürkçü - Giornalista turco curatore Bianet
" La Turchia è una repubblica giovane con più di 25 differenti etnie che spinge per l’ingresso del paese nell’UE cercando di presentare uno stato unito che nasconde però le continue tensioni interne. L’elemento turco e quello curdo si scontrano con le potenze europee che vedono solo un elemento musulmano e arabo in contrapposizione ad un insieme di elementi cristiani ed occidentali. Le leggi sulla sicurezza in Europa sono leggi contro i migranti, quindi la sicurezza viene garantita solo ai bianchi, cristiani, occidentali. Questa democrazia significa razzismo.
L’idea degli europei dell’immaginario turco è di opportunismo perché l’UE vede la Turchia solo come uno strumento e non come un’opportunità. Il concetto di Europa in Turchia è identificato con il progresso.
Per la classe lavoratrice non fa più nessuna differenza. Le relazioni della Turchia con l’Europa non sono soddisfacenti per i curdi e per i turchi i generale."
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