
Il tema della conquista del diritto alla mobilità a prezzo sociale per raggiungere Roma in occasione della manifestazione "Push Bush Out!" è al centro della giornata di mobilitazione contro la guerra di oggi.
L’indicazione che è arrivata dal Ministero dei Trasporti è stata quella che sui treni potevano salire solo i manifestanti in possesso di un biglietto fino a Roma.
Le zone rosse questa volta quindi, sono state le stazioni FS.
L’operazione di questa mattina è stata un’operazione di rallentamento, di blocco, della partecipazione.
A quanto pare questa manifestazione fa molto paura. Fa paura, non solo a Prodi, ma anche a chi ritiene che il movimento non debba esprimersi in termini di autonomia, a chi ritiene che il movimento debba stare silenzioso e non porre delle discriminanti dure quando si tratta di guerra, di questioni non riformabili.
Dopo alcune ore di occupazioni dei binari, che ha provocato la chiusura e il rallentamento del traffico delle stazioni, solo la determinazione dei manifestanti ha permesso la conquista di questo diritto.
Nella stazioni sono state esposti striscioni con le scritte "No Dal Molin" e "From Rostock to Rome - Bush go home".
I treni in arrivo a Roma-Termini sono stati deviati a Tiburtina e Ostiense.
La prima grande zona rossa è stata violata.
foto e minivideo
Roma 9 Giugno : foto e minivideo dai treni al corteo no war
Speciale multimediale dalle isole dell’arcipelago di Global Project
Foto mainstream
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Sabato 9 giugno 07 No war No Bush day
cronaca multimediale della manifestazione