L’albania è una delle nazioni più povere d’Europa e si è preparata a ricevere la visita del presidente usa con enormi aspettative: ha votato una legge che autorizza lo sbarco di 500 marines,ha accettato che i servizi albanesi fossero disarmati nel corso della visita di Bush. Bandierine e ovazioni: insomma un dato in netta contro tendenza rispetto agli indici di gradimento che solitamente Bush registra al suo arrivo un po’ in tutto il mondo. Colpo di immagine per Bush dopo le forti contestazioni a Praga, Rostock e Roma e grandi aspettative da parte della popolazione e del governo albanese.
Due le cose sostanzialmente dichiarate dal presidente usa. Indipendenza del Kosovo e il sostegno per l’ingresso dell’Albania nella Nato.
Mentre l’ambasciata Usa distribuiva cappellini dello zio sam, il presidente Bush sosteneva infatti la necessità dell’indipendenza del Kosovo e il suo appoggio all’ingresso dell’Albania nella nato. La provincia serba lo ricordiamo ha una popolazione al 90% di etnia albanese ed è amministrata dall’onu dal 1999 dopo la fine dei bombardamenti nato su Belgrado.
Sull’indipendenza del Kosovo, ribadita anche quest’oggi dal presidente Bush in visita in Bulgaria, il niet di Serbia e Russia.
Ascolta l’intervista con Orsola Casagrande, giornalista del quotidiano il Manifesto.

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