Sversamento di gasolio in mare

Falconara - Con Api si muore! Nuovo incidente

Marche - Venerdì 22 giugno 2007

ULTIM’ORA - Nel primo mattino di oggi alcuni pescatori hanno avvistato chiazze di liquido oleoso nello specchio di mare che circonda il pontile della raffineria.

A quanto si è appreso, una quantità ancora imprecisata di gasolio è fuoriuscita durante le operazioni di scarico di una petroliera. Tutto questo a distanza di soli 3 mesi dal recente disastro ambientale causato dallo sversamento di diverse tonnellate di olio combustibile riversatesi per tutto il litorale a nord e a sud degli impianti Api.

-  Le prime foto raccolte dagli attivisti dei comitati di lotta
-  Il testo della segnalazione dei comitati (dal sito dei comitati di Falconara)


-  La nota diffusa alla stampa dalla rete delle Comunità Resistenti delle Marche
Ennesimo incidente alla raffineria Api
Stop alle megacentrali e dismissione/riconversione degli impianti

Questa mattina i pescatori di Villanova hanno avvistato una macchia di liquido oleoso nei pressi del pontile della raffineria Api: secondo le prime notizie si tratterebbe di una fuoriuscita di gasolio avvenuta durante lo svuotamento della linea di una motocisterna. Al momento non si hanno informazioni certe sulla reale entità dell’incidente.

Non sono passati neanche tre mesi dall’ultimo gravissimo disastro ambientale che ha visto lo sversamento in mare e lo spiaggiamento sul litorale di tonnellate di olio combustibile.

Neanche tre mesi dalle spiagge off-limits da Falconara fino a Senigallia e la perdita di questa mattina impone nuovi divieti di balneazione. Mentre si attende ancora che la dirigenza Api risponda dei ritardi e delle omissioni, dei danni causati dall’ultimo incidente, arriva l’ennesima dimostrazione dell’incapacità di offrire garanzie di sicurezza, della totale inaffidabilità degli impianti di raffinazione di Falconara.

Una città sotto il ricatto di uno stato di permanente emergenza ambientale. Un intera popolazione ostaggio degli interessi di una società privata, un intero territorio vittima di una devastazione ambientale non più sostenibile.

Continuare a parlare oggi della possibilità di un’ampliamento delle strutture con la costruzione delle due nuove centrali elettriche è indecente e totalmente irresponsabile. La partita delle megacentrali va chiusa immediatamente e in via definitiva. Ciò che non è più rinviabile è l’apertura di un confronto condiviso con le popolazioni, che porti alla revisione immediata del decreto di concessione del 2003 e all’obiettivo concreto della dismissione e riconversione di tutti gli impianti, nella garanzia degli attuali livelli occupazionali.

Comunità Resistenti delle Marche



Glomeda Comunicazione
www.glomeda.org