I numeri della crisi rifiuti in Campania
Global Project Napoli - Lunedì 25 giugno 2007
I numeri della “crisi rifiuti”:
1) 30 anni di sversamento illecito di rifiuti tossici e pericolosi provenienti dalle industrie d’Italia e d’Europa, le cui conseguenze sanitarie sono state quantificate dall’OMS il 16 aprile 2007 con il riconoscimento dell’aumento in Campania delle malformazioni nei bambini (84% in più) e della mortalità nella popolazione (12% in più nelle donne, 9% in più negli uomini).
La Campania, secondo dati APAT, rappresenta oggi il 43% del territorio nazionale inquinato.
2) La struttura commissariale venne istituita dal governo centrale per sottrarre alle ecomafie la gestione dei rifiuti urbani e speciali, ma dopo 14 anni il traffico illecito di rifiuti continua. Secondo i dati di Legambiente (che a sua volta assemblano quelli della DDA) il fatturato delle ecomafie nel sud-Italia è in crescita: per il traffico di rifiuti speciali e pericolosi è salito nel 2006 da 4,2 miliardi di euro a 5,8 miliardi di euro, mentre quello relativo ai rifiuti solidi urbani è salito dagli 826 milioni di euro del 2005 agli 833 milioni di euro nel 2006. 3) Il costo di mercato per gestire rifiuti speciali (tossici, ospedalieri ecc) va dai 20 ai 60 centesimi al Kilo, mentre secondo l’inchiesta “Houdini” (2004) le ecomafie garantiscono la “scomparsa” del rifiuto (in qualcuna delle centinaia di discariche abusive della Campania) per circa 10 centesimi.
4) Per quanto riguarda i rifiuti “ufficiali”, la Campania ne produce circa 7250 tonnellate al giorno. In particolare la provincia di Napoli è responsabile di oltre il 60% della produzione di rifiuti, quella di Salerno del 16%, Caserta del 15%, Avellino del 6% e Benevento del 5%. Il costo per lo smaltimento, previsto dal piano rifiuti, è di circa 7,7 centesimi al Kilo.
5) Il Commissariato straordinario ai rifiuti nasce nel 1994. Dopo 14 anni la sua eredità consiste nell’aver bruciato oltre un miliardo e mezzo di euro di soldi pubblici per lasciarci in eredità circa 5 milioni di tonnellate di ecoballe abbandonate nei depositi di CDR (Combustibile da Rifiuti). L’equivalente di decine di campi di calcio ricoperti di immondizia e situati soprattutto nel triangolo Giugliano-Villaricca-Villa Literno. Come infatti ha appurato la magistratura, disponendo in più occasioni il sequestro dei depositi di CDR, le ecoballe in realtà sono semplice “immondizia impacchettata”, dal momento che non è mai stata neppure separata dall’umido…