
L’istituto superiore della Sanità ha pubblicato i dati sulla legge 40 del 2004: meno bambini, più rischi per le donne e i nuovi nati, più aborti spontanei e morti intrauterine.
Ne abbiamo parlato con Lisa Nicoletti, biologa dell’Università di Bologna
I risultati emersi dall’indagine erano del tutto attesi.
La legge stabilisce alcuni obblighi: divieto di congelamento sul numero di ovociti fecondati (non più di 3), impossibilità di impiantare più embrioni, divieto di aborto terapeutico. Inoltre non è più possibile effettuare una diagnosi prenatale a discrimine delle coppie portatrici di gravi malattie.
Tutto questo comporta alti rischi per la salute della donna e del bambino, una limitazione della tutela all’autodeterminazione dell’individuo e della coppia, e il ricorso al turismo procreativo, riservato solo a chi se lo può permettere.
Il discorso sull’eticità ha altri presupposti distanti dalla pseudo moralità di chi ha approvato la legge 40 nel 2004.
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foto tratta dal sito: www.molleindustria.it