
Solo nella giornata di ieri sono stati resi pubblici una serie di sabotaggi contro la rete di distribuzione di gas naturale di PEMEX nello stato di Guanajuato nel centro-nord del Messico. L’EPR, Esercito Popolare Rivoluzionario, formazione guerrigliera di orientamento marxista-leninista ha rivendicato le azioni con un comunicato pubblicato integralmente dal quotidiano La Jornada On Line. In una delle installazioni colpite, a 18 kilometri dalla città di Queretaro ieri si potevano osservare fiamme alte alcune decine di metri e scritte con uno spray rosso con la sigla del gruppo insorgente. Gli attacchi, otto in totale, hanno colpito una rete di distribuzione del gas che in passato aveva registrato molti danni e perdite tanto per la scarsa manutenzione come per i furti di combustibile, molto comuni in Messico. Forse per questo motivo le autorità di Queretaro e le autorità federali hanno pensato di poter mantenere il silenzio sui primi attacchi avvenuti, secondo il comunicato dell’EPR il 5 luglio scorso. L’esplosione di ieri e il comunicato del gruppo insorgente hanno reso impossibile nascondere l’evidenza. Secondo le dichiarazioni ufficiali del governo e della CANACINTRA, la Camera Nazionale dell’Industria Manifatturiera, 114 imprese hanno dovunto sospendere le attività tra cui impianti della Honda e della Nissan. Almeno sei città tra i centomila e un milione di abitanti hanno subito l’interruzione della distribuzione del gas naturale.
L’EPR ha rivendicato le esplosioni come parte di “una campagna nazionale di offensiva contro gli interessi dell’oligarchia e contro il governo illegittimo” e hanno minacciato di contiunare le ostilità fino a quando non saranno liberati Edmundo Reyes Amaya e Raymundo Rivera Bravo ( anche identificato con il nome di Gabriel Alberto Cruz Sánchez) dei quali è stata denunciata la scomparsa il 25 di maggio, tanto dai famigliari come dallo stesso gruppo armato.
Per la prima volta il governo ha dovuto rispondere a questa grave accusa con un comunicato ufficiale di Sergio Segreste Rios, segretario di Protección Ciudadana, l’organismo di polizia dello stato di Oaxaca, nel quale si nega la presenza di ordini di cattura verso queste persone e afferma che non sono detenute in nessuna installazione dello Stato. Tuttavia i familiari reiterano le loro accuse, con il sostegno della Lega Messicana per la Difesa dei Diritti Umani (LIMEDDH), e la sua portavoce a Oaxaca, Yésica Sanchez Maya, ha ripetuto la richiesta alle autorità di informazioni sull’ubicazione e lo stato di salute degli scomparsi.
Come è stato denunciato da molte fonti giornalistiche e da ONG indipendenti, le sparizioni e gli arresti illegali in Messico sono in drastico aumento. Dopo le gravi violazioni avvenute nella repressione massiva dei movimenti sociali di Atenco nel maggio del 2006 e di Oaxaca nel novembre dello stesso anno, nessun provvedimento è stato preso da parte delle autorità, anzi la militarizzazione e le azioni di forza illegali contro i movimenti sociali sono in aumento. In generale dal 1994 in poi il Messico ha aumentato progressivamente le sue spese militari in controtendenza rispetto alla maggior parte dei paesi dell’america latina. Secondo la Banca Mondiale, nel 2005, le importazioni di armi per l’esercito messicano sono state il 46.8& di tutta l’America Latina. Nello stesso anno, le spese militari del Messico erano aumentate 21 volte rispetto al 1992.
In questo scenario, già dal 6 novembre scorso, con 6 bombe contro la sede del PRI, il Tribunale Federale di Giustizia e alcune filiali della banca Scotiabank Inverlat, alcuni gruppi armati minori frutto di una scissione dell’EPR avevano lanciato un avvertimento. L’EPR, rimasto al margine di questo episodio non aveva però smesso di minacciare attraverso i suoi comunicati, una ripresa delle ostilità di fronte alla crescente repressione governativa.
Con gli attentati di questi giorni si riapre una discussione, già molto forte nelle organizzazioni sociali di base, sulla opportunità della lotta armata. Nel paese esistono oggi almeno 14 formazioni che hanno svolto qualche tipo di attività militare e la cui esistenza è riconosciuta anche dal CISEN, il centro di spionaggio militare diretto da Francisco Ramirez Acuña, personaggio con centinaia di denuncie per violazioni dei diritti umani all’attivo quando fu governatore dello stato di Jalisco.
Con queste premesse è difficile pensare che l’attuale oligarichia del PAN abbia gli strumenti per un altra reazione che non sia quella repressiva. D’altra parte, sebbene parti importanti del movimento sono lontane da una logica militarista e dalla impostazione rigidamente marxista-leninista dell’EPR, è evidente che esiste una crescente simpatia verso la lotta armata e che in moltissime parti del paese si sta vivendo da molto tempo uno stato di eccezione permanente ed una guerra non dichiarata.
L’EZLN sebbene abbia scelto un percorso, per il momento, civile e pacifico ha sempre espresso un riconoscimento verso altri gruppi armati, in particolare verso l’ERPI, una scissione dell’EPR, i cui principali prigionieri politici, Jacobo Silva Nogales e Gloria Arenas, accusati di essere i comandanti di questo gruppo armato, sono parte dell’Altra Campagna.
Per l’attualità del dibattito e degli interventi sulla lotta armata in Messico, il sito del CEDEMA pubblica tutti i comunicati dei gruppi armati e analisi politiche e storiche. Attualmente sta pubblicando tutti i comunicati dell’EPR.