
Situazione difficile e molto tesa a Verona dove una trentina di attivisti che hanno organizzato la difesa dello sfratto di una famiglia con due bambini sono circondati dalla polizia che ha bloccato tutte le strade ed isolato i compagni impedendo ad altri provenienti da altre città di raggiungerli.
L’ingente spiegamente di forze a difesa della loro legalità, che ancora una volta significa sbattere su una strada un’inetra famiglia, minaccia di intervenire se non viene tolto il presidio.
E’ necessario intervenire e resistere a difesa del diritto alla casa!
Per chi può raggiungere i compagni, la casa si trova in via Fiumicello, zona Verona Est vicino alla stazione di Porta Vescovo.
Ascolta la corrispondenza con Andrea
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Ascolta la corrispondenza con Federico
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Da pochi minuti l’ufficiale giudiziario ha notificato lo sgombero a Nivaldo ed alla sua famiglia.
La presenza e la resistenza esercitata dagli attivisti aveva imposto una trattativa con la proprietaria dell’appartamento.
La proprietaria, nota per altri gravi casi di sfruttamento e affitti in nero, non ha voluto concedere proroghe nemmeno di pochi giorni per permettere alla famiglia di trovare una nuova sistemazione.
Ancora una volta tribunale e forze di polizia, poste a difesa di chi lucra e fa soldi sui bisogni e sulla emergenza abitativa, hanno decretato lo sgombero.
Ascolta la corrispondenza con Sandro
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In solidarietà erano presenti al presidio nato all’esterno del blocco poliziesco, le famiglie che mesi fa avevano rivendicato il diritto ad avere una abitazione dignitosa e che si erano auto-assegnate case ATER sfitte da anni e messe in vendita sul mercato privato.
Queste famiglie come quella di Nivaldo, grazie alla colpevole assenza della precedente giunta di centro sinistra, rischiano ora di ritornare sulla strada.