Alessandria - Occupazione abitativa della Rete Sociale per la Casa

Alessandria - Martedì 25 settembre 2007

Da circa un’ora è in atto un’occupazione abitativa in Alessandria. Antonio e Davide, due precari di 46 e 21 anni, oggi hanno deciso di rivendicare la propria dignità ed il proprio diritto alla casa autoassegnandosi, con il sostegno della Rete Sociale per la Casa, un alloggio di proprietà del Comune. Sono arrivati i vigili ed è già in atto una discussione con l’amministrazione comunale. Di seguito il Comunicato Stampa della Rete Sociale per la Casa:

Oggi Antonio e Davide hanno conquistato il loro diritto alla casa. Due precari, il primo ha 46 anni e ha abitato per quattro anni in un anfratto affittato in nero, in cui il padrone di casa ha deciso di chiudere acqua e gas, da quattro mesi vive con la “borsa-lavoro” del CISSACA (400 euro al mese); il secondo ha 21 anni ed è un lavoratore precario, da pochi mesi in regola, ma con alle spalle una lunga esperienza di lavoro in nero, ricatti, mancati pagamenti. Due persone troppo spesso invisibili per le amministrazioni che si susseguono. Antonio e Davide oggi rivendicano la dignità della loro esistenza, il punto di partenza da cui si capisce quanto “civile” sia una società e quanto “sicura” sia una città: il diritto alla casa, per tutti. Oggi, insieme alla Rete Sociale per la Casa, Antonio e Davide hanno deciso di occupare questo appartamento di via Palermo di proprietà del Comune di Alessandria, completamente vuoto nonostante le troppe parole spese dai burocrati in questi anni per dimostrare come non ci fossero appartamenti per tutti. Pochi mesi fa, quando abbiamo occupato l’ufficio del sindaco insieme a Paolo e Micol, Fabbio ha sostenuto che il problema della casa era una priorità, una questione di “diritti umani”. E’ vero e gli ultimi dati sulla questione abitativa diffusi dalla Cisl (che non ci sembra un’organizzazione di pericolosi sovversivi) sono allarmanti. Spenti i riflettori sul caso, il sindaco ha scelto però un’altra strada, opposta e inconciliabile con una politica sociale che garantisca la vivibilità e la sicurezza di questa nostra città. Il diritto alla casa è stato schiacciato dal susseguirsi di atti e dichiarazioni che anticipavano la tempesta securitaria che ormai sta spazzando via dalla cultura politica di questo paese concetti come “diritti”, “tolleranza”, “solidarietà”, “società civile”. La ricerca di una sicurezza che comprenda tutti e tutto sta lasciando il posto alla mania di Sicurezza che metta tutti contro tutti, trasformandola in una questione di Paura. Incapace ad affrontare le contraddizioni sociali che essa stessa crea, la politica pretende di cancellare vite, bisogni, speranze diversi attraverso sempre nuove crociate. Abbiamo visto come la nuova amministrazione abbia iniziato il suo percorso cercando di trovare dei capri espiatori per tutelare il suo agire, abbiamo visto come i migranti (niente più che “vu’ cumprà” o lavavetri per i politici dalla Lega ai DS) siano stati duramente repressi dalle forze dell’ordine, rimpatriati o imprigionati nel centro di permanenza temporanea-lagher di Torino. Abbiamo visto l’attuale ordinanza contro le prostitute che tutela la nostra Sicurezza di non “vedere oscenità in strada che possano distrarre la guida”. Si colpisce l’etichetta “immigrato”, “puttana”, “sfrattato” per colpire le vite che chiedono dignità, per insegnare che oltre all’immagine che danno i gestori del potere non si può dare nulla: la grande complessità umana deve smettere di essere così incomprensibilmente viva, così irriducibilmente viva, così arrogantemente viva. Questa è un’amministrazione xenofoba e insicura, che nasconde le proprie paure in carne e ossa sotto il tappeto e che farà della violenta assenza di Diversi una medaglia al merito. Ci mettono Paura e ci danno Sicurezza e allo stesso modo con le loro Sicurezze vogliono metterci Paura. Così Alessandria sta diventando una città patinata, con un centro di vetrine in cui l’unico ruolo riconosciuto è quello del “consumatore” a cui viene sottomesso ogni altro aspetto delle persone (casa, salute, cultura, aggregazione, condivisione, democrazia), in cui si vorrebbe imperasse un rassegnato qualunquismo con zero proposte culturali, pochi luoghi di aggregazione e di confronto e alla sera tutti a casa perchè “è pieno di brutta gente”. Però questo piano Securitario del Sindaco Fabbio sta facendo acqua da qualche parte: da un lato toglie dalle strade la gente, ma dall’altro ce la rimette. Sono ormai 450 gli sfratti esecutivi messi in atto nella provincia di Alessandria e decine le famiglie con problemi abitativi che come Rete Sociale per la Casa abbiamo incontrato dall’inizio del nostro percorso. Abbiamo provato a proporre politiche abitative nuove sia al vecchio sindaco di centro-sinistra sia al nuovo, ma sembra che il padronato politico non ne voglia proprio sapere . Temiamo quindi che sia finito il tempo delle proposte, quello in cui proponevamo per esempio una delibera contro gli sfratti che impedisse l’uscita coatta da una casa senza una nuova sistemazione. Inizia però un nuovo tempo! Cosa possiamo aspettarci da questi politici dalle troppe facce, dalle parole non seguite dai fatti, che riducono a questioni di ordine pubblico il bisogno di dignità che hanno i precari, chi ha problemi abitativi, chi non arriva a fine mese, i migranti, i pensionati? Nelle graduatorie se sei giovane, single, studente precario saresti l’ultimo; se paghi l’affitto non arrivi a fine mese e inoltre c’è la solita filastrocca che non ci sono case per tutti…Le case ci sono, però! Oggi inizia il tempo delle politiche sociali fatte dal basso, dell’autoassegnazione, della risposta ai bisogni senza l’assistenzialismo dei politici e dei burocrati. Ce lo ha insegnato il movimento degli studenti dell’inverno scorso : la precarietà è cronica e nessuno può garantirci i nostri diritti tranne noi stessi. Oggi Davide e Antonio si sono presi una casa, rispondendo ad un loro bisogno. Chiediamo che venga riconosciuta questa occupazione e il problema che rappresenta. TROPPA GENTE SENZA CASA, TROPPE CASE SENZA GENTE! LA SICUREZZA CHE VOGLIAMO E’ LA SICUREZZA AL DIRITTO ALL’ABITARE!

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