Da il Resto del Carlino del 26 settembre 2007

Forza Nuova, arrestati 11 militanti. Sventato attacco a centro sociale

Rimini - Mercoledì 26 settembre 2007
I carabinieri si sono appostati a Rimini sotto l’abitazione di uno dei componenti di Forza Nuova, dove si stava radunando la squadra. Il blitz ha portato all’arresto di undici persone e alla denuncia di due minorenni.

Rimini, 26 settembre 2007 - Un capo di imputazione che da solo mette i brividi, quasi quanto quei vessilli bianchi e neri su fondo rosso che ricordano i più cupi anni della storia d’Europa: associazione con finalità di terrorismo. Un’accusa che ieri ha spedito in carcere undici componenti del presidio riminese di Forza Nuova, il movimento politico di estrema destra fondato nel 1997 da Roberto Fiore e Massimo Morsello che si colloca sulle posizioni della cosiddetta ’destra antagonista’. Fra loro anche il leader indiscusso, quel Cesare Bonetti pronto a marciare su un busto di Marx, a fronteggiare ogni passo dei no-global ma sempe con un taglio ’politico’.

Il volto più presentabile di un movimento perennemente ‘contro’. Non solo: ci sono anche due minorenni, scampati alle manette solo per ragioni anagrafiche, nella rete dei carabinieri. Il guaio è che proprio sul capo di uno dei ragazzini pende l’accusa più pesante: quella del tentato sequestro di persona. Evidentemente quello che stava bollendo in pentola non era solo un gesto dimostrativo.

Il coperchio lo hanno sollevato i Carabinieri del Comando provinciale di Rimini che evidentemente sulle orme della ‘squadra’ erano da un pezzo. Da quando, pare, una serie di attentati incendiari aveva colpito una vecchia scuola abusivamente occupata da un centro sociale dell’estrema sinistra, il Paz. I cui componenti non avevano mai manifestato dubbi sull’origine di quelle fiamme.

I militari sono riusciti a sapere che sotto l’abitazione di uno dei componenti di Forza Nuova si stava radunando un inquietante manipolo. E l’altra notte lo hanno circondato ai blocchi di partenza. In loro possesso sarebbero stati trovati spranghe, piedi di porco, lattine di benzina. L’inchiesta, vista la natura del reato ipotizzato è affidata alla Dda, Direzione distrettuale antimafia di Bologna.