Milano - Speciale a cura della redazione di Radio Shock

Presa di posizione contro la cancellazione del graffito di Carlo Giuliani

Per una mobilitazione contro l’annuncio di De Corato di cancellare il graffito su G8-Genova 2001 per Carlo Giuliani

Milano - Giovedì 4 ottobre 2007
Alcuni commenti di avvocati e consiglieri sulla proposta di cancellare il graffito dedicato a Carlo Giuliani.
Ascolta le interviste:
Haidi Gaggio, mamma di Carlo
In generale devo dire che non se ne può più di queste scritte, di questi simboli che ci danno fastidio, deturpano la nostra città, coprono spesso i monumenti, le troviamo anche nelle strade di campagna è qualcosa a cui bisogna porre rimedio. Sono d’accordo a cancellare tutte queste scritte, stiamo parlando della pubblicità! D’altra parte sembra che diano fastidio le scritte solo di un certo tipo mentre la pubblicità ha ormai superato tutti i livelli di sopportabilità. Tutte le volte che parlano di writers mi vengono in mente tutte le scritte pervasive che perseguitano le nostra vite. Dopo avere cercato di cancellare la verità di Genova, dai processi alla commissione di inchiesta.
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Rosa Piro, mamma di Dax
Mi trovate pienamente d’accordo nell’esere contro questa campagna del comune. Non si capisce quale problema e quale insicurezza possa costituire un murales: è facile concludere che vogliono cancellare la memoria di chi è per loro scomodo. Si nascondono dietro falsi pretesti senza dire chiaramente che vogliono cancellare la memoria storica.
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Mirko Mazzali, avvocato
Credo che non sia questo il problema di Milano, mi sembra che ultimamente si sia deciso che i writers sono dei delinquenti che vanno perseguiti. A maggior ragione in questo caso si tratta di un’opera d’arte come era anche il graffito dedicato a Dax, che è stato anch’esso cancellato sulla Darsena. Non è certamente questo il problema di milano, per cui è assurdo non solo cancellare questi graffiti, ma più in generale i graffiti. Sono ben altri gli interventi che dovrebbero fare, Milano è una città molto sporca, ci sono dei quartieri invivibili, che si decida di utilizzare così tante energie per dei muri mi sembra un provvedimento demagogico.
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Giuliano Pisapia, avvocato
Dopo la cancellazione del murales, ma non certo della memoria, di Dax, il Comune di Milano attraverso il suo vicesindaco propone di cancellare la figura di Carlo Giuliani. Dobbiamo opporci a questa volontà che è la dimostrazione di voler dimenticare non solo i morti che sono stati colpiti perchè lottavano per la libertà e la democrazia, ma si vuole cancellare anche la loro memoria. Non è accettabile in nessun Paese civile, nè in una città come Milano dove la Resistenza ha avuto un ruolo fondamentale. Credo sia fondamentale che il murales di Carlo rimanga impresso nella nostra città e che sia ricordo e memoria delle giornate di Genova e che ritorni anche un murales che ricordi Dax, olpito anche lui perchè lottava per restituire i valori della Resistenza, che troppo spesso vengono dimenticati.
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Gilberto Pagani, avvocato
E’ una cosa veramente sconcertante, come anche la cancellazione del graffito di Dax, sembra quasi che questa gente voglia uccidere i compagni per la seconda volta. E’ una cosa inammissibile perchè tra l’altro il metodo di espressione artistica dei graffiti è un modo molto bello e molto poetico di ricordare delle persone che sono state uccise in questa maniera. Ovviamente la pretesa e la volontà del Comune di cancellare questa memoria sono una cosa veramente indegna, io spero che riusciamo fare tutto il possibile per impedire questo nuovo ulteriore scempio.
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Sandro Metz, consigliere Regionale Friuli Venezia Giulia
Mi sembra evidente che il problema delle nostre città oggi non è, come ci dicono sempre più spesso essere, i lavavetri, i venditori ambulanti, i graffitari o gli spazi sociali. Il problema è che chi amministra, sia esso di centrodestra o centrosinistra necessita di politiche securitarie perchè non è in grado di dare risposte ai bisogni e alle necessità dei cittadini, e allora si cerca di ovviare cancellando le diversità, gli spazi. In questo caso cancellando un’opera d’arte, civile, di sentimento, quello che raffigura il graffito di Carlo Giuliani è qualcosa che va al di là dell’arte, occupa uno spazio di storia del nostro paese, uno spazio di indignazione e sussulto rispetto ai fatti di Genova. Forse vogliono cancellare il ricordo di alcuni momenti alcune figure politiche che in quei giorni erano dentro le questure, dentro le caserme a impartire ordini. Tenteranno di cancellarlo, ma non ce la faranno, questo è quello che esprime la cittàcomunità che in ogni città è capace di produrre resistenza davanti alla barbarie che tentano di imporci. Quel graffito c’è e ci sarà, indipendentemente dalle mani di vernice che possono metterci sopra perchè rispunterà ogni mattina in un altro luogo della città.
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Giovanni Giovannelli, avvocato
Ancora una volta a Milano c’è il tentativo talebano di distruggere, come già era accaduto a lungo per la lapide di Pinelli, dei pezzi di storia e di memoria della città. Non c’è molto altro da dire perchè sono manifestazioni che si qualificano da sole e sono manifestazioni anzitutto di imbellicità, oltre che di cattiveria e stupidità. Lo cancelleranno e ne saranno costruiti mille uguali più grandi e più belli e perderanno come succede agli stupidi.
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Luciano Muhlbauer, consigliere regionale della Lombardia
Non stupisce questa ennesima campagna contro un murale va al di là della campagna securitaria contro i writers che vengono trattati appena un po’ meglio dei lavavetri, perchè sono in gran parte bianchi e italiani da generazioni. C’è un agire voluto in particolare dal vicesindaco De Corato che prende di mira tutto ciò che mantiene nella città una memoria che non è solo di sinistra ma appartiene a tutti, è però diversa dalla maniera in cui lui vede il mondo e la società. E’stato cancellato il murale di Dax, un giovane antifascista ucciso pochi anni fa a Milano, vogliono cancellare il murale di Dax, hanno già tentato di togliere la lapide di Pinelli.
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Maurizio Baruffi, consigliere comunale di Milano
E’ una cosa vergognosa perchè si vuole cancellare la memoria proprio nel momento in cui arrivano le prime sentenze della magistratura che dicono come in quei giorni ci sia stato un comportamento da parte delle forze dell’ordine fuori da ogni regola. In quegli incidenti morì Carlo Giuliani, un murales che ricorda quegli avvenimenti non è da paragonare in nessun modo alle altre questioni che sono messe nella campagna contro il degrado e i graffiti. De Corato che appartiene ad Alleanza Nazionale, partito il cui segretario Gianfranco Fini in quei giorni era nella caserma dei carabinieri a Genova a controllare il buon andamento delle operazioni repressive farebbe meglio a stare zitto.
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Irma Dioli, assessora Partecipazione - Pace - Cooperazione internazionale - Politiche giovanili - Sport – Idroscalo- Provincia di Milano
Sono contraria a questo modo di amministrare la città. Credo sia importante valorizzare le espressioni che rappresentano un pezzo di storia. Ritengo non si possa cancellare questo murales. Penso che come Assesorato ai giovani potrei ipotizzare di proporre un’adozioni di questo muro, che va consorvato e non si può cancellare come è stato già fatto per il murales raffigurante Dax.
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Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi alla Camera
La decisione del Comune di cancellare il murales è un fatto molto grave per due motivi in particolare: è in primo luogo un atto di disumanità nei confronti della famiglia di Carlo. In secondo luogo, è un fatto politico, quello di voler cancellare la memoria storica di ciò che è successo a Genova. E’ una decisione assurda su cui è necessario fare pressioni per fermare questo fatto. Inoltre, gli atti processuali che emergono dal processo della Diaz di questi giorni evidenziano le responsabilità dei diridenti di polizia che sono andati fuori dallo stato di diritto e che hanno compiuto una repressione condannata da parte dell’Europa e di altri Paesi. E’ una cosa a cui bisogna opporsi.
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