M.O. - La possibile nascita di uno stato palestinese: a che prezzo?

Mercoledì 10 ottobre 2007
In vista della conferenza internazionale sul Medio Oriente che si svolgerà a Annapolis, in Maryland (probabilmente il 26 novembre), torna al centro del dibattito la questione sulla capitale Gerusalemme.
Il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha spiegato, durante la seduta di apertura della sessione invernale alla Knesset, che intende sforzarsi con ogni mezzo per raggiungere la pace con l’Anp.
Questo implica secondo Olmert "decisioni coraggiose ed inevitabili". Una di queste è l’apertura a negoziati sulla possibile divisione della città con i palestinesi.
"Israele sta puntando tutti i suoi sforzi, se ripartiranno i negoziati dopo l’incontro di Annapolis, di convincere Abu Mazen ad accettare una soluzione minima: che la capitale palestinese nasca in quartieri periferici di Gerusalemme est, la parte araba della città occupata da Israele.
Ma Gerusalemme è la città vecchia e i suoi luoghi santi. Tutto si gioca sulla sovranità sulla spianata delle moschee", ci spiega Michele Giorgio de Il Manifesto.
"Rinunciare alla sovranità sulla spianata delle moschee, il terzo luogo sacro dell’Islam, è un passo molto importante.
Abu Mazen è disposto a fare questo pur di accontentarsi della nascita di uno staterello palestinese in una percentuale della Cisgiordania?"
-  [ audio ]
-  Vedi anche l’articolo Gerusalemme, i cocci ai palestinesi