
Il Comune di Parma ha eseguito oggi l’ennesimo sgombero in città.
Diversi i protagonisti ma stesse le procedure: intervento massiccio di polizia, carabinieri e vigili urbani per liberare una serie di edifici di proprietà del Comune ceduti ad un privato lo scorso anno, occupati da migranti.
In parte dello stabile vivevano dal 2002 cinque famiglie di tunisini, in seguito ad una occupazione del Comitato Cittadino Antirazzista. Quattro di queste negli scorsi mesi hanno trovato, con l’aiuto del Comune, una sistemazione alternativa. La quinta, per la quale erano ancora in corso trattative, è stata buttata fuori oggi, nel primo pomeriggio.
Katia, del Comitato Antirazzista, ci racconta la giornata di oggi.
[ audio ]
Zahir, tunisino, è in Italia da 16 anni e ora vive con la moglie e le due bambine, la seconda nata proprio mentre abitavano in questa casa.
[ audio ]
Katia denuncia, inoltre, l’ennesima svendita del patrimonio pubblico da parte del Comune di Parma.
In un’altra parte dell’edificio avevano trovato sistemazione un gruppo di giovani, provenienti in maggioranza dal Sudan, rifugiati o titolari di permessi per motivi umanitari, in quanto fuggiti dalla regione del Darfur in guerra.
Per loro la proposta del Comune è una sistemazione nel dormitorio di Padre Pio, aperto in città solo nei mesi invernali, ma molti rifiutano di andare là e dichirano che dormiranno per strada.
Ascolta l’intervista a A.
[ audio ]