Bil’in (Palestina) - Documentario racconta la resistenza al muro dell’apartheid

Intervista al regista di "Bil’in Habibti", Shai Carmeli Pollack

Martedì 23 ottobre 2007

I media mainstream non ne parlano, ma ciò non significa che la popolazione palestinese si sia arresa di fronte all’espandersi del muro dell’apartheid che con la scusa di "motivi cogenti di sicurezza" sta separando Israele e Palestina. E soprattutto famiglie, villaggi, campi coltivati, scuole e ospedali l’uno dall’altro. La vita nei territori è sempre più dura.
A raccontare le vicende di uno dei molti villaggi in lotta arriva un documentario: "Bil’in Habibti" (Bil’in I love you). Il regista Shai Carmeli Pollack ha trascorso un anno e mezzo tra la gente di Bil’in che insieme a pacifisti israeliani e internazionali contrasta il muro dall’inizio della sua edificazione tre anni fa. La risposta dell’esercito israeliano è sempre la stessa: arresti, pallottole di gomma, gas lacrimogeni.
"Bil’in Habibti" è in concorso al Festival Cinema Ambiente di Torino dove abbiamo raggiunto Shai Carmeli Pollack per un’intervista. Nell’audio la storia di questo lavoro e della resistenza civile di Bil’in.
-  [ audio ] (Eng/Ita)

Sinossi:
Il villaggio palestinese di Bil’in sta per perdere gran parte del proprio territorio per la costruzione, da parte dello Stato di Israele, della barriera di separazione. La protesta contro i piani d’esproprio è forte e immediata: proprio tra gli attivisti giunti nella cittadina c’è Shai Carmeli Pollak, pronto a documentare con la propria telecamera questa azione di protesta spontanea. Il film presenta il rapporto creatosi tra gli abitanti e un gruppo di attivisti israeliani. Il conflitto che nasce tra Shai e i soldati in servizio nell’area non è solo quello fra regista e soggetti ripresi, ma è anche il conflitto fra un soldato diventato pacifista e l’intero sistema militare.
-  Scarica la cartella stampa di Bil’in Habibti (pdf)