Fonte: Il Manifesto 20.11.07

"Il dal Molin si farà. Discutere come"

La base si sposta di cinquanta metri

Martedì 20 novembre 2007

Orsola Casagrande

La nuova base militare americana al Dal Molin si farà. Non sul lato est ma sul lato ovest, come ieri ha illustrato il commissario governativo Paolo Costa. Il comitato paritetico regionale ha infatti approvato all’unanimità la richiesta agli americani di spostare il progetto. Per i comitati e il presidio permanente "non cambia nulla. Non sono cinquanta metri a fare la differenza", sostiene Marco Palma, sottolineando che comunque rimane – oltre al problema di impatto ambientale – anche quello della falda acquifera.
A Padova l’onorevole Costa ha anche confermato che nell’esercizio finanziario del 2008 sono previsti venti milioni di euro per la nuova tangenziale.
Da Vicenza i no Dal Molin ribadiscono che la protesta contro la nuova base continuerà. Per il commissario Costa "le diverse opinioni sono legittime ma non devono prevaricare decisioni prese democraticamente".

Ma è davvero democratica la decisione presa sul Dal Molin?
La democrazia presuppone livelli di decisione diversi. In materia di difesa o relazioni internazionali è chiaro che il livello riguarda il governo e il parlamento. E così è stato nel caso del Dal Molin. Capisco e sono legittime le posizioni contrarie alla nuova base, ma una minoranza non può prevalere o imporre la sua visione a una maggioranza.
La discussione può esserci sul come realizzare la nuova base ma non certo sul se realizzarla. Le contrarietà espresse a livello locale che riguardano la posizione della nuova base e alcuni problemi di impatto verranno affrontate e risolte.
Ma chi è contrario alle missioni di pace in Libano o in Afghanistan non può pensare di imporre il suo pensiero, che pure è legittimo.

Il problema però è che realizzare la nuava base a ovest anziché a est non cambia nulla, sostiene chi si oppone al progetto.
Invece le cose vengono modificate e di molto. Intanto si riutilizza un luogo che era già usato come base. Anziché costruire nuove strutture si andranno a utilizzare quelle già esistenti. Certo la nuova base sarà più grande. Si continuerà anche in fase transitoria a usare l’ingresso sul lato Ferrarin. Ci sarà da spostare la pista ma questo è un costo che credo valga la pena sopportare.
Il progetto approvato dal comitato paritetico regionale consente la realizzazione di un complesso che contenga alloggi, luoghi di ricreazione e formazione.

Lei ha detto che il governo metterà a disposizione 20 milioni di euro per la nuova tangenziale. Da dove arriveranno?
Sono stato autorizzato da Prodi a confermare che questi soldi verranno messi a disposizione già nell’eserczio finanziario del 2008. Ma non so in che forma o da dove saranno stanziati, se attraverso la finanziaria o altro.

Nei giorni scorsi c’è stato il blocco dei lavori di bonifica da parte dei cittadini. Adesso che accade?
Credo che il consorzio di ditte impegnate nell’importante lavoro dis minamento stiano lavorando. Magari non l’Abc ma altre certamente visto che è stata rinvenuta proprio in questi giorni una bomba inesplosa. Siamo riusciti a convincere gli americani dell’importanza della bonifica.
I lavori per la nuova base inizieranno dopo che gli Usa avranno scelto il loro general contractor e approvato il progetto finale.

Per i cittadini rimane il problema della falda acquifera.
Tutte le tecniche costruttive saranno rispettose della falda. Si procederà pensando all’insediamento come a un nuovo quartiere di duemila abitanti.