
Oggi denunciamo pubblicamente uno dei tanti casi di sfruttamento della manodopera straniera.
Siamo qui per reclamare il giusto trattamento di coloro che solo per avere “la colpa” di provenire da paesi considerati di serie B subiscono l’arbitrio di imprenditori senza scrupoli.
Oggi ad essere estorto della giusta retribuzione pattuita per il lavoro svolto è il nostro fratello Fatih. Ma come è noto la vicenda riguarda ormai centinaia di lavoratori regolari ed irregolari impiegati nell’edilizia. Nel caso specifico Fatih, ma potrebbe anche essere Mohamed, Dimitri, o Desmond, ha prestato servizio come manovale edile presso la ditta Ital Edil - che ha sede a Reggio Emilia - in un cantiere a Genova durante i mesi di giugno e luglio dello scorso anno. Fatih deve ancora ricevere 3000 euro dalla ditta in questione. E come se non bastasse oltre al danno la beffa: una cambiale scoperta!
Fathy non è l’unico a non essere stato pagato da questa ditta per il lavoro svolto. Altre cause legali sono in corso.
In questo caso specifico il lavoratore è in regola con il soggiorno ma ciò non è bastato a fargli ottenere un contratto di lavoro regolare. Questo capita molto spesso al cittadino straniero, costretto al lavoro nero pur di poter portare a casa uno stipendio, un compenso che però spesso non arriva mai. Per chi non ha un permesso di soggiorno le cose si complicano ulteriormente perché oltre a non essere pagati non possono, qui a Reggio Emilia, avvalersi del diritto di difesa, come ha dichiarato Giulio Bertoni direttore della direzione provinciale del lavoro, violando palesemente il codice civile.
Siamo davanti alla sede di Tecnological Building 7 in quanto nella sede di Ital Edil non c’è più nessuno nonostante la ditta sia ancora aperta. Molti dei nostri lavoratori riferiscono che c’è un interscambio fra queste due ditte.
Aggiungiamo inoltre che il personale che prima si trovava nella sede di Ital Edil adesso si trova nella sede della Tecnological Building 7. Per noi esiste un legame allarmante fra queste due ditte che segnaliamo anche come esempio di come queste manovre possono essere strumentali affinché i lavoratori perdano le tracce della ditta con cui hanno lavorato.
Abbiamo inoltre visto come il risultato delle operazioni delle forze dell’ordine di questi giorni sulla questione dei permessi di soggiorno falsi abbia messo in risalto il fatto che chi ha un permesso di soggiorno falso rubi dei diritti. Ma non sarebbero diritti di tutti poter acquistare una casa, avere un lavoro in regola, e quant’altro ne consegue? Perché ci sono persone costrette a pagare pur di avere questo pezzo di carta? Non è forse il meccanismo contorto di una legge ingiusta a favorire la speculazione sempre a scapito dei più deboli?
A pagare sono e rimango sempre gli sfruttati. Infatti pare che Ital Edil avesse degli agganci per cui si procurava direttamente permessi di soggiorno falsi o comunque mezzi con cui falsificarli. Da una parte coprendosi da eventuali controlli e dall’altra parte sfruttando i lavoratori perché irregolari.
È quindi inutile sbandierare politiche sulla lotta al lavoro nero quando vanno sempre nella direzione di colpire gli sfruttati, come per esempio la curiosa idea dell’assessore provinciale al lavoro Gianluca Ferrari di rilevare le impronte digitali sui cantieri o come mettere controlli più severi nella selezione degli artigiani, quando tutti sappiamo benissimo che l’unica possibilità per lavorare è quella di farlo come artigiani. Fino a che il problema non verrà risolto alla radice ci troveremo di fronte allo sfruttamento della manodopera sia clandestina che non.