
E’ salito a 60 il numero dei morti palestinesi causati dagli attacchi israeliani contro la Striscia di Gaza da ieri mattina.
Per protestare contro la rappresaglia di Tel Aviv, che sostiene di aver attaccato Gaza in risposta al lancio di razzi contro le cittadine in territorio israeliano (anche ieri sono stati sparati decine di razzi, con due feriti ad Ashkelon), ieri il presidente palestinese Abu Mazen ha sospeso ufficialmente ogni contatto con le autorità israeliane.
Intanto la situazione nella striscia si fa di ora in ora sempre più disperata: gli ospedali sono al collasso - sotto la pressione dell’enorme flusso di feriti e delle carenze frutto di mesi di embargo.
E poi la popolazione palestinese che comincia a parlare di "Terza Intifada" distante dall’Anp e da Hamas. Quei palestinesi stanchi e delusi che, come ci spiega Michele Giorgio - corrispondente del quotidiano "il Manifesto" dai territori occupati - chiedono una soluzione di pace vera e fondata dalle leggi internazionali.
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