Napoli per la libertà di scelta

Napoli - Tra la festa, il rito ed il silenzio, scegliamo la lotta. Presidio 7 marzo, corteo 8 marzo

Global Project Napoli - Sabato 8 marzo 2008
Invitiamo tutt@ a partecipare :

-  Presidio che si terrà il 7 marzo 2008 a partire dalle ore 21.00 in P.zza San Domenico Maggiore.

-  Manifestazione dell’8 marzo 2008. Concentramento alle ore 10.00 a P.zza Dante.

Con questo, che è molto più di uno slogan, oggi, in tutta Italia, migliaia di donne in migliaia di piazze faranno dell’8 marzo non più o non solo una giornata di festa (ma poi festeggiare cosa?!), ma un nuovo momento per ritornare ad essere protagoniste della nostra vita e delle nostre scelte. Da troppo tempo ormai sul corpo delle donne si stanno giocando partite che ci vedono paradossalmente fuori da ogni decisione e dentro ogni logica di sottomissione.
Come non ricordare l’ignobile pacchetto sicurezza, varato in tutta fretta dal governo Prodi che, facendosi scudo di una brutale aggressione subita da una donna, approvava un provvedimento volto principalmente ad inasprire pene e controlli, specie se a farne le spese erano cittadini stranieri, piuttosto che a innescare un vero cambiamento culturale all’interno della società.
Come non parlare dell’indegna “moratoria sull’aborto”, promossa e guidata dall’ennesimo lacché della chiesa che si ostina a voler attaccare una legge, la 194, che tutela le donne garantendo la possibilità di un aborto assistito e sicuro, per difendere la vita dell’embrione(!), e perciò a dir loro la vita in generale, senza però considerare chi una vita la sta già vivendo, la donna, con il suo bagaglio immenso di esperienze, emozioni, sofferenze, scelte. Che ipocrisia sbraitare tanto per una vita in potenza e non spendere una parola per quanti, donne e uomini, come qui in Campania, muoiono tutti i giorni avvelenati, ammalati, sepolti dai rifiuti, uccisi dal lavoro…. Che ipocrisia alzare il livello della tensione e dell’intolleranza a livelli altissimi e poi rimanere “colpiti” dall’irruzione di 7 poliziotti in un ospedale che cercavano una donna “rea” di infanticidio!
Come non pensare a tutte quelle donne che ogni giorno ovunque subiscono violenze, stupri, molestie; a quante non hanno la forza e il coraggio di denunciare perché ancora oggi lo stupro troppe volte viene considerato come un “reato passionale”, se non come un gesto “obbligato” da un comportamento lascivo o da una gonna troppo corta.
Come non indignarsi contro chi organizza family day (vedi Pezzotta e la Cisl) che costringono sempre ed ancora la donna nei ruoli santificati di moglie, madre ed angelo del focolare per poi unirsi ad altre organizzazioni sindacali confederali ed organizzare una “commemorazione” dell’8 marzo dal cui palco non parlerà nessuna donna.
Stanche di essere considerate banchi di prova per improbabili campagne elettorali, stanche di vedere i nostri corpi sfruttati e offesi, stanche di poterci muovere solo all’interno dei vostri ruoli, stanche di subire leggi “fatte” per noi, ma decise dagli uomini, oggi e a partire da oggi le donne tornano in piazza, incazzate, libere e felici di determinare la propria vita!

Le compagne del
Laboratorio Occupato Insurgencia



No alla violenza sulle donne, si’ all’autocoscienza, all’autodeterminazione.

La società contemporanea corre alla conquista del potere, che è la prospettiva più accattivante dell’azione politica.
Questa corsa affannata, però, ci costringe a vivere in una cultura in cui la violenza, soprattutto sulle donne, è l’unica forma di espressione e pratica.
Si assiste sempre più spesso ad attacchi all’autodeterminazione femminile, che per le donne è il diritto di rivendicare autonomia nella gestione del proprio corpo, soprattutto rispetto a questioni come sessualità e riproduzione.
Non è forse questa una forma di violenza?
La 194/78 è stata una legge conquistata da un duro percorso di lotta, noi la difendiamo in maniera tale che venga rimodulata affinchè possa realmente tutelare la libera scelta da parte di una donna di interrompere volontariamente una gravidanza; quindi non possiamo assolutamente tollerare nessun potere politico né religioso che influisca e di conseguenza controlli il corpo di una donna, facendolo diventare un banco di prova per leggi inaccettabili.
Negli ultimi tempi, però, sono sempre più le giovani donne a subire abusi; ci si interroga sul perché sia avvenuto, sul quanti erano e se erano stranieri, ma si perde di vista la violenza in sé, in quanto essa è riconosciuta solo se si trasforma in violenza carnale. Tutto ciò è davvero insopportabile.
L’8 marzo non c’è nulla da festeggiare, anzi, sarà una giornata di donne in movimento, di singole che vogliono rompere gli schemi patriarcali, di giovani donne che sentono la necessità di reagire ad un futuro che proprio non gli appartiene.
Siamo stanche di aver paura di uscire di sera e siamo stanche di dover stare attente ai nostri comportamenti.
Per questo abbiamo deciso di riprenderci i nostri tempi e i nostri spazi scendendo in strada, perché crediamo sia il modo più giusto per uscire dal silenzio e per gridare forte NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE, SI ALL’AUTOCOSCIENZA E ALL’AUTODETERMINAZIONE!!!

Le compagne del collettivo Orientale Agitata & Flex