Fonte: Il Manifesto 07.03.08

L’8 marzo comincia oggi - Femministe e lesbiche a Roma

Global Project Padova - Venerdì 7 marzo 2008

Le celebrazioni per l’8 marzo iniziano oggi a Roma con il corteo indetto da Piazza Navona alle ore 18,30 dalla Rete nazionale di femministe e lesbiche. La Rete dà invece appuntamento per domani sabato 8 marzo in quasi tutte le altre città d’Italia. Le più importanti manifestazioni sono previste a Catania, Nuoro, Perugina, Pisa, Mantova Cagliari, Napoli, Genova, Milano, Firenze, Udine, Bari, Palermo, Bologna, Brescia, Torino e Chioggia, città dove si ritroveranno le donne di tutto il Veneto per manifestare contro la mozione votata dalle giunta comunale in appoggio alla “moratoria sull’aborto” di Giuliano Ferrara. Oggi invece nella capitale l’Assemblea romana di femministe e lesbiche vuole ricordare con un corteo autorganizzato Maria Carla Cammarata, Marinella per tutte, che il 7 marzo 1988 venne stuprata da tre uomini a Piazza Navona. Alla fine del secondo processo gli stupratori vennero lasciati a piede libero e poco tempo dopo Marinella si lasciò morire di polmonite.

“L’assemblea – scrivono nella convocazione del corteo – vuole denunciare ancora una volta la violenza maschile sulle donne e lesbiche”. L’Assemblea non parteciperà alla manifestazione indetta per domani a Roma da Cgil, Cisl e Uil perché, dicono, “i tre sindacati continuano a legittimare politiche esclusivamente familiste e a proporre l’eterosessualità come unica scelta”. Il corteo nazionale dei sindacati confederali che celebra i 100 anni della Festa internazionale della donna partirà comunque domani alle 14 da piazza Bocca della Verità e si concluderà a piazza Navona. “Per il diritto di scegliere una maternità consapevole e contro ogni tipo di violenza, per la parità nel lavoro, nei diritti civili, alla conciliazione tra tempi di vita privata, lavoro e famiglia – scrivono i sindacati nella piattaforma – In questi 100 anni le donne si sono battute per queste conquiste. Tutte vi hanno contribuito, a partire dalle loro differenze e dalla loro collocazione nei sindacati, nei partiti, nelle associazioni femminile e femministe”.