
MILANO - Il kit antidroga da oggi disponibile nelle farmacie di Milano non è una buona misura per il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero. Intervenendo stamani alla trasmissione «Viva voce» di Radio24, da Vienna, dove si trova per partecipare ad una riunione dell’Unodc, il ministro ha spiegato che «all’interno di rapporti non sempre buoni tra genitori e figli, l’uso di uno strumento come il kit antidroga sicuramente non li migliora. Ci si avvicina sempre più all’idea della caserma». «Il kit non mi sembra una buona misura - ha insistito - ci sono dei motivi per cui il ragazzo consuma e quello che va fatto è spezzare il legame tra la sostanza e l’immaginario che c’è intorno alla sostanza». Il ministro ha poi ribadito di non essere riuscito a modificare la legge in vigore, la Fini-Giovanardi, che ha definito «repressiva», a causa della «indisponibilità della parte più centrista del Partito democratico».
LA LEGGE - «Ha provocato e sta provocando enormi danni equiparando droghe leggere e pesanti», ha detto. Con le quantità introdotte la gente va in galera anche per il semplice consumo, basta che sia recidivo. Le sanzioni amministrative, poi, provocano emarginazione sociale».
L’ASSESSORE - «Non voglio che i genitori diventino poliziotti, ma in una logica di dialogo vorrei che in famiglia si discutesse di questi temi»: così l’assessore alla Salute del Comune di Milano, Giampaolo Landi di Chiavenna, ha difeso la sua iniziativa di mettere a disposizione delle famiglie, nelle farmacie comunali, i kit antidroga. «A Milano - ha spiegato Landi anch’egli ospite della trasmissione «Viva voce» di Radio24 - il consumo di sostanze stupefacenti sta aumentando in misura esponenziale. L’utilizzo di droga - ha aggiunto - è diventato quasi una moda tra i giovani. Si consuma per far parte del gruppo, per non essere invisibili». Rispondendo poi alle critiche del ministro Ferrero sul fatto che queste iniziative possano spezzare il rapporto di fiducia tra genitori e figli, l’assessore ha insistito sulla «capacità propositiva» della misura: «Il kit non è risolutivo - ha detto - ma può stimolare il dialogo e fare da deterrente. Spero che gli stessi ragazzi, spinti dalla curiosità, vadano a ritirarlo in farmacia».
I GIOVANI DI FORZA ITALIA - «Non meraviglia il disappunto manifestato oggi dal Ministro Ferrero sul kit antidroga proposto dal sindaco di Milano Letizia Moratti, ma sostenere che sia una misura peggiorativa dei rapporti tra generazioni è ridicolo». Così Francesco Pasquali, segretario Nazionale dei giovani di Forza Italia, replica alle dichiarazioni del Ministro Ferrero sui kit antidroga distribuiti a Milano. «Il kit gratuito, distribuito alle famiglie milanesi, rappresenta un deterrente - afferma Pasquali -. Le stanze del buco proposte dal ministro Ferrero, invece, non sono altro che una forma di resa di fronte ad una piaga che non risparmia i giovanissimi».
LA CROCE ROSSA - È «scettico» sull’iniziativa milanese del kit antidroga il presidente nazionale della Croce rossa italiana, Massimo Barra, fondatore della comunità di recupero Villa Maraini, e decano della lotta alle tossicodipendenze. «Il kit - ha spiegato Barra presuppone che i genitori siano saggi, mentre invece ce ne sono di paranoici. Inoltre un genitore dovrebbe essere capace di capire se il figlio si droga senza bisogno di questi strumenti».