Verona - Neppure la casa è più un diritto

Eseguito con la forza uno sgombreo di una famiglia nigeriana.

Verona - Venerdì 14 marzo 2008

"Il 25 aprile sarà una giornata di indignazione", con queste parole l’appello diffuso nei giorni scorsi dal Coordinamento Migranti veronese ha dato il via al count down che divide i nostri giorni dall’appuntamento di fine aprile. Una data che racchiude in sè un significato ben più largo della mera opposizione alle politiche razziste del sindaco della città scaligera.

Da Verona, simbolo con Treviso di una modalità di governare le città "forte con i deboli e debole con i forti", tanto in voga nel Nord-Est della fabbrica diffusa, si alza un richiamo all’indignazione collettiva, per una presa di parola pubblica che riesca ad invertire la tendenza, a scalfire e ridisegnare quell’immagine cupa e xenofoba che è stata consegnata a questa regione dalle iniziative spietate di alcune amministrazioni comunali. Nelle stesse giornate a Padova torna alla ribalta la vicenda dei lavoratori della TNT Global Express, costretti a riprendere la loro lotta per la dignità dopo la violazione sistematica, da parte della controparte, di tutti gli accordi raggiunti. Verona, Treviso, Vicenza, Padova, cuore, cervello, braccia e gambre del modello nord est irreversibilmente in crisi, non solo sul piano economico, ma anche e soprattutto rispetto alla capacità di far autonomia nella cooperazione. Qui gli immigrati ci vivono eccome, popolano il Nord Est con numeri da capogiro, secondi per presenze solo a quelli residenti in Lombardia. Eppure qui l’ex Nord Est produttivo, avaro e assetato del loro lavoro, sembra contiunare a dimenticare le notti, se non sono quelle dei turni massacranti della Fincantieri, delle cooperative dei trasporti, delle attese per la chiamata del caporale. Le notti, quelle con un tetto sotto il quale riposare, ed un letto sul quale dormire, appartengono alla sfera delle conquiste, come la possibilità di essere visibili, non subordinati, non esclusi.

Il 25 aprile è vicino e ancor più necessario dopo che nella mattinata del 14 marzo una famiglia nigeriana è stata sgomberata per morosità dalle forze dell’ordine in assetto anti-sommossa.

Padre, madre con due figlie poco più che infanti, si sono viste allontanare con la forza da un alloggio proprio mentre era in corso una trattativa che sembrava poter portare ad una soluzione la vicenda. Improvvisamente i plotoni hanno risalito le rampe di scale fino a sfondare la porta di ingresso dell’appartamento. Un attivista del Metropolis Cafè è stato contuso dai colpi sferrati dagli agenti e successivamente accusato di resistenza a pubblico ufficiale.

Verona, la città in cui le case private si affittano solo agli autoctoni, bacchettata recentemente dall’UE per i provvediemnti con i quali il Sindaco Tosi ha pensato di escludere di fatto i migranti dalla possibilità di accedere alle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi pubblici, sembra aver da tempo intrapreso una gara (e probabilmente anche vinto) per conquistarsi il poco ambito premio di città simbolo dell’esclusione.

Sicuramente, ma questo dipende anche dalla capacità dell’"altro Veneto" di reagire, non sarà altrettanto facilmente la città dell’indifferenza.Il 25 aprile è sempre più vicino.

Tratto dal sito del Progetto Melting Pot Europa