
Ai confini della capitale dell’Argentina la speculazione edilizia non si arresta, è il caso della Villa 31, una vera a propria favelas ai confini di Buenos Aires.
La Villa è stata fondata ormai una trentina di anni fa da Padre Carlo Mujica, aderente alla Telogia della Liberazione, ucciso durante il periodo della dittatura. E’ abitata in prevalenza da cittadini paraguaiani e boliviani, ma non mancano seppur in minoranza anche argentini e migranti da altri stati del sudamerica.
Camminando per i vicoli polverosi si nota l’estremo grado di povertà della popolazione che la compone e la precarietà delle case construite anche fin sotto il ponte dell’autostrada. Ogni spiazzo lungo la strada diventa un campetto da calcio dove ragazzini di tutte le età passano il tempo giocando a pallone e ogni muro abbastanzo largo ospita un murales che esplica la lotta che gli abitanti della Villa portano avanti contro le immobiliari, che vorrebbero spazzarla via per contruire un luna park, un grande hotel e gli edifici della nuova città giudiziaria. Oltre alla povertà e alla speculazione edilizia qui si incontra anche un altro problema: il Paco, una droga ricavata dagli scarti della lavorazione della cocaina che viene sempre di più assunta dai ragazzini.
La voce dei cittadini della Villa, che conta circa 25.000 famiglie, è “El Milenio Continua”, una radio comunitaria autofinanziata creata anche grazie al supporto di un’altra radio comunitaria di Buenos Aires, La Tribu. Ma questa radio è anche di più infatti vengono organizzati tramite l’ausilio di volontari, corsi per il doposcuola per una cinquantina di alunni ed è in costruzione anche una mensa popolare.
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