Fonte: Il Padova 17.03.2008

Duecento in piazza per l’aborto tra spinte e urla contro Ferrara

La protesta. Momenti di tensione davanti a Palazzo Moroni blindato: ci scappa anche una manganellata

Padova - Lunedì 17 marzo 2008
Nel corteo Disobbedienti, collettivo di Scienze politiche, Fuxia block, studenti e ragazzi

Tensioni e scontri davanti a palazzo Moroni ieri sera per l’arrivo di Giuliano Ferrara. Oltre duecento persone, rappresentanti del mondo associazionistico, dei no global, del collettivo di Scienze politiche, radio Sherwood, donne dei Fuxia Bloc, Comitato 50 e 50, circolo lesbico Drasticamente, dalle 19 si sono date appuntamento per contestare con striscioni, pentole, musica e megafoni “la concezione medievale dei diritti di Ferrara”. La protesta era stata annunciata da tempo e il tam tam via radio ha richiamato alla manifestazione moltissime persone, tra cui molti uomini. “Rispettiamo l’opinione di chiunque – hanno spiegato le manifestanti – ma non ci faremo scippare i diritti tanto facilmente”. Alcuni momenti di tensione, con scontri fra la polizia in assetto anti sommossa e i manifestanti, si sono verificati poco prima dell’ingresso del direttore del Foglio in municipio.

Tra i manifestanti erano presenti anche le consigliere comunali padovane Aurora D’Agostino (Verdi), Giuliana Beltrame e l’assessore Daniela Ruffini (Rifondazione). “Ferrara sei inconcepibile” lo slogan urlato dalla folla in protesta. La protesta è iniziata intorno alle 19 quando ha iniziato a crearsi un presidio sul liston davanti palazzo Moroni. Il numero di manifestanti è andato aumentando sempre più. Intorno alle 20 si sono registrati i primi momenti di tensione, quando un gruppo di manifestanti ha cercato di forzare il blocco della polizia davanti all’ingresso laterale da cui doveva fare il suo ingresso Giuliano Ferrara. In attimi molto concitati, con spintoni e urla da parte dei manifestanti che hanno gridato “Vergogna” e “via la polizia” all’indirizzo delle forze dell’ordine.
I militari si sono difesi con gli scudi, spingendo in aventi le persone che cercavano di forzare. Alcuni minuti dopo gli scontri si ripetuti questa volta davanti al cancello principale di palazzo Moroni. Le proteste sono state arginate dalla polizia che fin dall’inizio del presidio disobbediente aveva creato cordone attorno all’edificio, impendendo ai manifestanti di raggiungere l’ingresso laterale da cui intorno alle 20,40 è entrato Giuliano Ferrara, che è riuscito così a raggiungere la sala Anziani dove era atteso da circa trecento persone. Anche dopo l’inizio della conferenza sono proseguite le proteste, tuttavia senza scontri. I cittadini arrivati ad assistere all’incontro erano tanti che la sala non è stata sufficiente a contenerli tutti.

Persone di tutte le età, fra loro anche molti giovani, sia ragazze che ragazzi anche all’interno della sala. Fra il pubblico anche il senatore di Alleanza nazionale Maurizio Saia e il portavoce del comitato Sos Padova Maurizio Meridi.
A commento della folla giunta fuori dal Comune per contestarlo Ferrara ha dedicato solo un breve commento: “Fuori c’è molto malumore, ma qui non c’è posto per le tensioni. Oggi noi dobbiamo spiegare le ragioni di una lista pazza, nata sull’onda di una campagna di cultura del tutto disinteressata sulla moratoria dell’aborto”. Ferrara ha poi proseguito chiarendo gli intenti della propria iniziativa politica: “In genere i partiti vogliono vincere le elezioni, mentre noi partecipiamo alla competizione per la pura gioia di portare aventi la nostra battaglia”.