Chiedevano di essere pagate, il proprietario chiude il negozio e le licenzia

Rovereto (TN) - Picchetto alla M.S. Abbigliamento contro i licenziamenti

Presidio di FILCAMS e CS Bruno davanti ad un negozio della catena MS

Global Project Trento - Sabato 22 marzo 2008

ROVERETO (TN) - Davanti al negozio della catena M.S.-Abbigliamento, in attesa dell’apertura pomeridiana, non c’erano i soliti clienti ma i lavoratori del sindacato Filcams-Cgil e gli attivisti del Centro sociale Bruno.
Appena si sono alzate le serrande, davanti alle porte di ingresso si sono posizionati bidoni della spazzatura e sono stati accesi fumogeni, mentre altri distribuivano volantini in cui si spiegava il perché di questa protesta.
"Il padrone di questi negozi - spiegava un sindacalista alle signore che avrebbero voluto entrare e fare le consuete compere del sabato - ha messo sulla strada quattro ragazze licenziandole soltanto perchè chiedevano che fossero rispettati i loro diritti". Un’argomentazione convincente che ha trovato la solidarietà di molti clienti del negozio che hanno preferito non entrare e condividere così le ragioni dei manifestanti.
Ezio Casagrande, il sindacalista della Filcams, ci spiega cos’è successo in modo dettagliato e deciso. "Si chiama Spaggiari il titolare della M.S. Abbigliamento, un vero e proprio padrone delle ferriere che piuttosto che soddisfare le richieste legittime delle sue dipendenti preferisce chiudere il negozio di Pergine Valsugana (divenuto famoso alle cronache per la vicenda di Rossella) e licenziarle in tronco".
"Queste quattro ragazze - continua Casagrande - chiedevano di essere pagate regolarmente e di poter conoscere il piano ferie come sancito dagli accordi vigenti. Come risposta, il negozio di Pergine è stato chiuso e loro sono senza lavoro".
Appena saputo della decisione dei dirigenti dell’azienda è partita la mobilitazione che ha preso di mira il negozio di abbigliamento di Rovereto che fa parte della stessa catena commerciale, la M.S.
Un presidio che ha assunto i tratti di un vero e proprio picchetto quando si invitavano i clienti a non entrare "per non essere complice di chi licenzia i dipendenti che chiedono i loro diritti" - come dicevano i manifestanti di oggi.
Tutta l’azione è stata colorata da petardi e fumogeni che sono entrati anche all’interno dei locali dell’esercizio commerciale. Polizia e carabinieri non hanno potuto fare altro che constatare l’alto tasso di rabbia che esprimevano bene le ragazze licenziate presenti davanti al negozio.
La M.S. Abbigliamento di Rovereto, oggi pomeriggio, non ha incassato nulla. Il negozio è stato invaso dall’odore e dal colore dei fumogeni e molti roveretani hanno capito - come è scritto sul volantino distribuito - che "difendere queste lavoratrici significa difendere i nostri figli che in questo mondo di precarietà sono costretti a subire situazioni di sfruttamento come quelle avvenute alla M.S. Abbigliamento di Pergine Valsugana.

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Ascolta le interviste a Rossella e Diana, due commesse licenziate, che descrivono la situazione di estrema precarietà lavorativa delle lavoratrici del M.S. Abbigliamento. Rossella, inoltre, denuncia che il datore di lavoro ha deciso di chiudere il negozio solo perché le dipendenti, in sciopero, chiedevano di essere pagate puntualmente e maggiori diritti lavorativi.
-  Rossella [ audio ]
-  Diana [ audio ]