Londra - Video sadomaso condito da rituali nazifascisti per il boss della F1

Lunedì 31 marzo 2008
Stati Uniti d’America.
E’ scandalo nel mondo della formula una per il video sadomaso di cinque ore che riprende il presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile (Fia) che gioca a fare il comandante nazista che infligge torture ad alcune donne, vestite con tute a strisce bianche e nere che ricordano molto quelle usate dai detenuti ebrei nei campi di concentramento. Per News of the world è il colpo dell’anno. Mosley è sicuramente uno dei personaggi più potenti dello sport mondiale. E’ molto difficile che dopo questa vicenda riesca a conservare la sua carica.
In alcuni estratti del filmato diffuso dal tabloid, Mosley, 67 anni, dà ordini in tedesco a due ragazze e conta le frustate inflitte mentre altre donne, vestite con uniformi che ricordano quelle dell’esercito nazista, osservano in silenzio. Prima di infierire sulle giovani, il numero uno della Fia, si sottopone allo stesso trattamento. Nudo, si fa ispezionare i genitali da una donna-kapò, esaminare i capelli (per vedere se ha i pidocchi), poi, legato con le catene alla panca della tortura, chiede pietà mentre la finta guardia gli frusta il sedere.
Di certo, Mosley, non ha un passato meno inquietante del fatto pubblicato dai tabloid americani. Il boss della Fia- infatti - è il quarto figlio di sir Oswald Mosley, fondatore del British Union of fascists, una formazione politica di estrema destra che negli anni Trenta fu alleata del partito di Benito Mussolini. Sir Mosley, morto nel 1980, fu anche amico personale di Adolf Hitler e Joseph Goebbels (nella cui casa si celebrarono le sue seconde nozze). Il 23 maggio del 1940 fu arrestato e condannato, insieme alla moglie Diana Mitford, a tre anni di carcere. Max nacque durante il periodo di reclusione della coppia.
Non è possibile fare previsioni sul futuro di Mosley, ma la sua permanenza al vertice della Formula 1 appare quantomeno in dubbio.
Ci si chiede, dopo quello che è successo, quale credibilità potrà avere adesso.
E certamente non solo nel mondo della “Formula 1”....