Washington - Quando il concetto di "tolleranza" comincia a stonare

Ucciso a scuola da un coetaneo perchè omossessuale.

Lunedì 31 marzo 2008

Certamente Lerry King non passava inosservato nei locali della scuola che frequentava.
Uniforme scolastica bianca e blu ma ai piedi stivaletti fuxia.
E poi occhi truccati con mascara e matita.
Non aveva alcun tipo di remora a far capire a tutti chi era: era omosessuale e non aveva alcun problema a farlo vedere.
Nostante la umiliazioni, le prese in giro da parte di alcuni coetanei della scuola.
Rispondeva a tono Lerry.
Ma nonostante la sua limpidezza è stato ucciso in modo vile e vigliacco.
Da un suo compagno di scuola, mentre lavorava ad un pc.
Freddato da un colpo di pistola alla testa.
Ucciso da un ragazzo della sua stessa età al quale lui aveva dichiarato il suo amore.

"Il caso, ha riaperto la polemica nazionale sulla scarsa attenzione che le scuole americane dedicano al problema della tolleranza" scrivono i media.
Ma la tolleranza non è un problema.
L’intolleranza lo è.
Ed il termine “tolleranza” non è sicuramente la chiave della questione.
Non si tratta di tollerare, magari con un ghigno di sufficienza, si tratta di capire, assimilare e condividere.
Il tutti diversi e tutti uguali che spesso viene dimenticato, soprattutto in quell’America che si fa vanto delle sue prestigiose scuole ed università dimenticando troppo spesso le contraddizioni - quelle si come problema mai risolto - che la stessa società americana porta con se.
Dunque cultura della tolleranza unita al rispetto di tutte le diversità,; una culutra che si porta avanti con pratiche reali di partecipazione all’interno delle scuole che - da luoghi di cultura e partecipazione - si tramutano, sempre più, in tristi teatri di cronaca nera ed intolleranza.
Il servizio di Federica Pennelli.
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