
Grande novità alla corte dei politici d’Italia: una lista "tutta nuova" per una proposta politica che puzza di vecchio .. meglio, di Medioevo. La lista si chiama "Aborto? No grazie!" e il suo paladino che si erge a difensore della vita si chiama Giuliano Ferrara.
Il suo attacco non si limita solo alla legge 194, che ad oggi risulta essere una delle migliori norme in merito a questioni sociali; quella a cui stiamo assistendo è un’espropriazione della sessualità, una decisa volontà di attuare dispositivi che mirano al controllo sui soggetti, sui corpi, sulle forme di vita e anche sulla riproduzione, garantendo il perpetuarsi di forme repressive che minano la nostra autonomia, la nostra possibilità di scelta, il nostro diritto all’autodeterminazione.
La moratoria sull’aborto proposta da Giuliano Ferrara, nel riconoscere il feto come soggetto giuridico e attribuendogli un inalienabile diritto alla vita, nega completamente ogni libertà alle donne di scegliere sulla possibilità e sulla opportunità di diventare madri, trasformandole in semplici incubatrici, che una volta “sfornato” il pargolo, contano poco più di zero.
Si parla di difesa della vita e poi magari si sostengono le guerre di religione, spesso nella presunta difesa delle donne islamiche. Segretamente però si vorrebbero abortire gli immigrati, le lesbiche, gli omosessuali. Tutti soggetti inalienabili del diritto alla vita.
Ma la bella novità che c’è nell’aria è la rabbia e la reale appropriazione dell’autodeterminazione che le donne da Padova, Torino, Livorno si stanno prendendo ogni volta che Ferrara cerca di propagandare la sua ignobile lista.
Giovedì 3 aprile, Ferrara presenterà la sua lista in ben tre città della nostra regione: Novafeltria, Pesaro e Ancona. Come negli altri appuntamenti anche noi scenderemo nelle piazze per ricordare di nuovo a Ferrara che né qui né in nessun’ altra città è ben accetto. La nostra necessità e gioia di contestare questa giornata parla con la voce delle tante donne che sono morte a causa degli aborti clandestini, di quante ancora oggi, vittime del pregiudizio e di questa cultura cattolica asfissiante e oscurantista, non possono decidere sui e dei propri corpi.
Per questo le Comunità Resistenti delle Marche invitano le donne e gli uomini delle nostre città a invadere con i propri corpi le piazze e partecipare ai sit-in colorati e rumorosi – con quanto di più chiassoso si ha in casa - organizzati per giovedì 3 aprile:
a Pesaro alle 17.30 in Piazza del Popolo
ad Ancona alle 20.30 davanti alla Loggia dei Mercanti.
Per affermare che sui nostri corpi decidiamo noi, che la vera sicurezza è quella dei diritti e che il primo diritto è quello ad una vita dignitosa.
Giù le mani dal corpo delle donne... oggi come allora!
Comunità Resistenti Marche
Glomeda Comunicazione
www.glomeda.org