Trieste - Pesanti accuse nei confronti di alcuni autoassegnatari

Venezia Giulia - Martedì 8 aprile 2008

E’ di questi giorni l’ultimo attacco giudiziario nei confronti di alcuni autoassegnatari di Trieste, questa volta la magistratura però è voluta andare oltre all’ipotesi di "associazione a delinquere" ed ha alzato il tiro ipotizzando il reato di "tentata estorsione". Ad essere presi di mira dal pm di turno sono venticinque persone, l’inchiesta si riferisce alle occupazioni di via Capofonte a Trieste avvenute alcuni anni fa. In quelle case nacque un comitato di autoassegnatari che cercò di realizzare un progetto di autorecupero delle case sfitte pubbliche. Ma nell’indagine appena conclusa fra gli imputati non ci sono solo gli autoassegnatari di Capofonte ma anche alcuni operatori dello Sportello degli Invisibili che ai tempi delle autoassegnazioni di via Capofonte fornivano consulenza legale a chi si trovava in stato di bisogno.

Continua quindi il tentativo di criminalizzare un fenomeno sociale come quello delle autoassegnazioni di case pubbliche sfitte che qui a Trieste, nonostante abbia registrato molte vittorie nelle aule dei tribunali, continua ad essere un fenomeno da un lato criminalizzato e dall’altro ignorato da chi invece dovrebbe dare una risposta ad una necessità primaria come la casa.

Rassegna stampa:
-  Appartamenti dell’Ater occupati in via Capofonte: accusa di tentata estorsione al capo del gruppo