
MILANO - Da una parte si becca del fascista e dello xenofobo da Libeskind, dall’altra riceve la benedizione congiunta dei due comitati dei cittadini della Fiera, Vivi e progetta un’altra Milano vicino al centrosinistra e ResidentinFiera la cui presidente è stata candidata alle ultime amministrative con la Lista Moratti. Silvio Berlusconi spariglia. Le sue critiche ai tre grattacieli della Fiera, «storti, sbilenchi e curvi», hanno rimescolato le carte della politica cittadina. Ieri, i due comitati che da anni si battono contro il progetto di CityLife, hanno trovato un nuovo paladino.
«È con grande soddisfazione — scrivono i due comitati — che abbiamo letto sulla stampa la sua presa di posizione contro i grattacieli del progetto CityLife, grattacieli che "non hanno nulla a che fare con la tradizione, l’architettura, l’immagine e l’urbanistica milanese". Grattacieli emblema di un progetto complessivo estremamente invasivo nel suo insieme, insostenibile per l’impatto ambientale e urbanistico sulla città esistente ». Doppio miracolo, perché i due Comitati non sono mai andati d’amore e d’accordo. E non hanno mai puntato eccessivamente il dito contro la qualità estetica dei tre grattacieli di Daniel Libeskind, Zaha Adid e Arata Isozaki, quanto sulla concessione di indici volumetrici eccessivi rispetto agli altri progetti di urbanizzazione.
Ma ieri, la loro firma appariva in calce alla lettere indirizzata a Berlusconi. I comitati chiedono un ulteriore cambiamento al progetto: «La contemporanea ricerca di un confronto propositivo con l’attuale amministrazione ha portato a qualche risultato positivo. Ma non basta» scrivono Rolando Mastrodonato e Luisa Rigobon. Chiedono di «ridimensionare » gli edifici troppo a ridosso delle case esistenti, chiedono di allargare il «parco» alla città. «Nel progetto attuale, infatti, il parco si presenta come una striscia chiusa tra i grattacieli e le nuove case, largamente in ombra per buona parte dell’anno».
Quindi, un altro intervento sul progetto che è già stato profondamente modificato dopo che il Comune ha acquisito i 73mila metri quadrati che sarebbero dovuti servire alla Fiera per spazi espositivi e invece saranno destinati a verde e la realizzazione della fermata della linea 5 del metrò. «Per negoziare con CityLife una profonda revisione del progetto occorre una volontà politica — scrivono i due comitati a Berlusconi — ... La sua affermazione "…che questi progetti rientreranno...perché io come altri milanesi sono inorridito…" ci fa sperare che l’assessore Masseroli non voglia chiudere definitivamente il dialogo con noi, col mondo della cultura e con i tantissimi milanesi che da tempo portano avanti le stesse istanze che Lei ha così efficacemente colto».
Situazione paradossale. Con Berlusconi che promette di mettersi a capo di un movimento di milanesi contrari ai nuovi progetti urbanistici di grattacieli «promossi» dalle giunte di centrodestra e con i comitati dei cittadini (ieri la Rete dei comitati milanesi di cui fa parte Vivi e progetta un’altra Milano ha incontrato i rappresentati del centrosinistra) che tifa apertamente per il leader del Pdl. In mezzo, la giunta Moratti attaccata da tutti i lati.
Maurizio Giannattasio
09 aprile 2008