
di Benedetta Aledda
Bologna
Il 7 marzo hanno rovesciato alcuni sacchi di palline di polistirolo davanti a una farmacia che non tiene a scaffale le pillole del giorno dopo. Per questo hanno ricevuto 17 denunce. Sono le ragazze di "Guai a chi ci tocca", realtà nata dentro al centro sociale Tpo di Bologna.
Abbiamo intervistato una di loro, Stefania.
Com’è nata la vostra protesta contro i farmacisti "obiettori"?
Ci siamo allacciate a quello che stava succedendo, e abbiamo deciso di contestare quella presunta obiezione.
Fin da subito, ’(se non fisicamente almeno emotivamente) avevamo partecipato al percorso che ha portato alla manifestazione del 24 novembre contro la violenza alle donne e alle successive assemblee nazionali. Quello che abbiamo sentito nostro, come pratica e come discorso, è stato denunciare quella che per noi è una violenza, una sovradeterminazione da parte dei farmacisti. È questa la differenza rispetto alla campagna "Obiettiamo gli obiettori" che si focalizza sui medici obiettori dentro gli ospedali. Con la contestazione alla farmacia di Bologna abbiamo voluto colpire una categoria che non era stata ancora toccata e la reazione spropositata che c’è stata, con 17 denunce, ci fa pensare che abbiamo toccato un nervo scoperto, uno dei tanti dispositivi di controllo che viviamo quotidianamente, soprattutto come donne.
Per noi un farmacista che rifiuta di vendere la pillola non solo compie un atto illegale e un sopruso rispetto alla libertà di scelta di una donna, ma non deve nemmeno essere considerato un obiettore di coscienza. I veri obiettori di coscienza sono quelli che rifiutano di fare il servizio militare, chi rifiuta di essere complice di logiche guerrafondaie o di partecipare alla deportazione dei migranti, nei cpt o fuori da quelle che sono considerate le frontiere nazionali.
Ce l’avete anche coi medici obiettori?
La 194 prevede questa figura, ma già nel 1978 l’articolo 9 di questa legge era stato oggetto di forti contestazioni da parte delle donne. Allora come oggi il fatto che ci sia per i medici la possibilità di obiettare è una chiusura, una privazione per la libertà di autodeterminazione della donna, perché la scelta del medico di fare obiezione è anteposta a quella della donna di poter interrompere la sua gravidanza.
Cosa ne pensate di quello che è successo a Pisa, dove alcune ragazze si sono viste negare la pillola del giorno dopo?
Di recente è successo anche a Genova.
Quello che è buono è che queste cose sono sempre successe, ma adesso le donne, acquistando forza in tutto quello che è successo dal 24 novembre in poi, hanno iniziato a denunciare, a dire che non sono più disposte a tollerare che queste cose accadano. Ben venga Viale che prescrive la pillola ’(il ginecologo torinese Silvio Viale ha prescritto la pillola del giorno dopo a Pisa, per contestare che il farmaco fosse stato negato ad alcune ragazze ndr ) ma noi dobbiamo dire che non tolleriamo questa sovradeterminazione sui nostri corpi e sulle nostre scelte. Sono felice nel vedere questo nuovo slancio a denunciare episodi che ci sono sempre stati e invito tutte a farlo.
La ministra Turco, dopo le denunce diffuse dai mezzi d’informazione, invita dal sito del ministero della Salute i cittadini a segnalare i casi di difficoltà di prescrizione della pillola del giorno dopo. Ti sembra utile?
Penso che dovrebbe dire chiaro e tondo che questo tipo di difficoltà non deve assolutamente verificarsi. La pillola del giorno dopo deve essere presa entro le 72 ore, e più passano le ore più l’efficacia diminuisce. Per cui ben vengano le segnalazioni, ma il trascorrere del tempo va a scapito della salute della donna e della sua possibilità di procedere con l’assunzione di quello che - ricordiamolo - è un farmaco di emergenza. Per cui penso che la cosa necessaria sia proscrivere questi atti, queste prese di posizione inaccettabili.
Come dice il ginecologo Carlo Flamigni, un medico che non è diposto a praticare un’interruzione di gravidanza o a prescrivere la pillola del giorno dopo e un farmacista che non è disposto a venderla cambino semplicemente mestiere!
Scarica il Pdf
12/04/2008