Rete No Guerre - 1° Maggio 2008: Festa dei Lavoratori

Comunicato di adesione al corteo di Città Migrante

Reggio Emilia - Giovedì 17 aprile 2008
Rete No Guerre nasce a Reggio Emilia dopo l’esplosione del movimento vicentino No Dal Molin, per porsi in città come soggetto antimilitarista, contro ogni guerra e per i diritti. Fanno parte di questa rete diverse associazioni, collettivi e singole persone che hanno scelto di lottare per giustizia, pace e uguaglianza.

Rete No Guerre esprime la sua solidarietà a tutti i lavoratori e le lavoratrici, in particolare a tutti e tutte coloro arrivati in Italia con la speranza di condizioni di vita più dignitose.

Appoggiamo in pieno le richieste del corteo dei migranti, in marcia il primo maggio e insieme a loro chiediamo:
-  Una sanatoria generalizzata subito
-  L’abrogazione della Legge Bossi Fini
-  La rottura del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro
-  L’accesso alla casa e ad un reddito dignitoso per costruire il proprio futuro
-  La chiusura immediata di tutti i CPT
-  La possibilità di partecipare in modo attivo ed essere rappresentati nella vita sociale e politica

Accanto a queste richieste, crediamo sia indispensabile un più completo cambiamento dei rapporti di lavoro: in particolare riteniamo necessario che si provveda realmente all’eliminazione del lavoro nero, a cui spesso sono costretti i soggetti più deboli o facilmente ricattabili.

Diciamo no alla legge 30 e al lavoro precario, piaga che colpisce gran numero di lavoratrici e lavoratori italiani e stranieri e che ci impedisce di pensare il nostro futuro.

Chiediamo il riconoscimento del diritto di cittadinanza per tutti e riteniamo disumano il costringere esseri umani a interminabili file e giri burocratici, per ottenere un permesso di soggiorno in continua scadenza.

Chiediamo il rispetto della dignità umana, calpestata nei CPT, chiediamo il rispetto dei diritti sul posto di lavoro per tutti i lavoratori e le lavoratrici.
Auspichiamo che la consapevolezza di tali diritti aiuti a creare una solidarietà che consenta di arrivare insieme ad una condizione di vita e di lavoro pienamente dignitosa.

Chiediamo che la casa non sia un bene di lusso, ma sia accessibile e se ne riconosca il diritto per tutti, controllando il mercato degli affitti e impedendo che si diffondano cifre affittuarie esorbitanti e criminali.

Chiediamo inoltre che i canali di informazione siano anch’essi maggiormente attenti e rispettosi della dignità umana, che spesso offendono e ledono attraverso un modo di fare notizia che, più che obiettivi informativi, diffonde paure e pregiudizi a scopo di lucro.

Rete No Guerre - Reggio Emilia

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