
All’inizio della trasmissione di questa mattina siamo andate in Brasile: insieme ad Elisa Lindner, Associazione Ya Basta Reggio Emilia, abbiamo parlato delle varie tappe della carovana "oltre la lotta per la terra" che attraverserà gli stati del Bahia e Maranhao dal 20 luglio al 10 agosto.
I carovanieri avranno modo di conoscere le realtà del movimento dei colpiti dalle dighe lungo il fiume San Francisco, che riunisce i contadini che vedranno le loro case e le loro terre spostate a causa di megaprogetti.
La carovana condividerà anche la lotta del movimento dei Sem Terra e dei Sem Techo.
Elisa inoltre ha proposto un aggiornamento sull’attuale situazione brasiliana: ancora continua la violenza nelle zone rurali da parte delle milizie private nei confronti dei Sem Terra.
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Nella seconda parte della trasmissione abbiamo proposto un’intervista realizzata con Luis Hernandez Navarro, vice direttore del quotidiano messicano La Jornada, ospite in varie città italiane in questi giorni per presentare il suo libro "Senso contrario - vita e miracoli di ribelli contemporanei", curato, nell’edizione italiana, dall’Associazione Ya Basta e da Carta.
Nella prima parte dell’intervista, Luis Hernandez Navarro offre un quadro generale della situazione in Messico rispetto alla privatizzazione del petrolio voluta dal presidente Calderon.
Molte sono le mobilitazioni che si stanno portando avanti contro questa decisione, che rispecchiano un forte fermento sociale in tutto il paese.
La battaglia contro la privatizzazione è vista un pò come la madre di tutte le battaglie per uno sviluppo differente del Messico, rivendicando anche la sovranità sulle risorse naturali, come accade in molte altre parti dell’America Latina.
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Nella seconda parte dell’intervista, Luis Hernandez Navarro si sofferma su un altro tema che occupa le prime pagine dei quotidiani nazionali: la lotta al narcotraffico.
C’è stata una guerra molto forte tra i vari cartelli della droga che ha causato circa 500 morti dall’inizio dell’anno, è una guerra per il controllo dei mercati e delle piazze delle droghe, che si è intensificata anche perchè il governo messicano ha deciso di appoggiare alcuni cartelli della droga piuttosto che altri.
Questa guerra è stato anche il pretesto, per il presidente, per rimettere l’esercito nelle strade, decisione che ha provocato diversi morti tra i civili.
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