
Ecco arrivare nuovamente l’”emergenza stupri”. Ancora una volta, dei tragici e drammatici fatti di cronaca vengono usati, strumentalizzati ad uso e consumo di campagne politiche nazionali e locali per invocare “mano forte” contro gli immigrati.
Lo ha fatto il governo precedente di centro sinistra, lo ripropone immediatamente il nuovo governo di centro destra, soprattutto in vista del ballottaggio nella città di Roma del 27 e 28 aprile.
L’attenzione viene spostata tutta sul tema della sicurezza quindi, di conseguenza, l’immigrazione, i romeni, i clandestini, mettendo malamente e volontariamente tutto nello stesso calderone. Cercando di fare più confusione possibile, come in una gara a chi inebetisce di più il pubblico davanti allo schermo o ad un giornale. Su questo si prepara ad agire la destra al governo. Si perché il problema dell’Italia sembra essere il “clandestino” e non la violenza sulle donne. E’ sufficiente uno sguardo ai dati dell’Istat e del Viminale per capire invece che il problema è più generale e riguarda la quotidianità, la normalità...l’ambito familiare. Ai media i dati sembrano interessare molto poco, fa più audience sicuramente la notizia strillata, la cronaca spicciola, veloce, che ti propone magari un pacchetto già pronto. E la scelta più facile, per il cittadino, è farselo bastare questo pacchetto, senza andare a guardare più in là, oltre il proprio naso.
Alcuni dati Istat e del Viminale I dati che vi proponiamo sono facilmente reperibili su internet e ci aiutano a comprendere maggiormente la realtà. Nel 2006 sono stati denunciati 74mila stupri. La maggior parte delle violenze arrivano dal partner o ex partner. Il 70% degli stupri è commesso dal patner e la grandissima maggioranza (oltre il 90%) non è mai stata denunciata. Nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto. Poi ci sono gli ’stalking’, cioè comportamenti persecutori che in molti casi non vengono riconosciuti come tali. Un indagine Istat ha contato 2 milioni e 77mila casi di questi comportamenti persecutori. Nel 2007 un milione di donne ha subito violenza, fisica o sessuale. Solo nei primi sei mesi del 2007 ne sono state uccise 62, 141 sono state oggetto di tentato omicidio, 1.805 sono state abusate, 10.383 sono state vittime di pugni, botte, bruciature, ossa rotte. I dati ufficiali riportano un altro dato inquietante.. Da noi la violenza è la prima causa di morte o invalidità permanente delle donne tra i 14 e i 50 anni. Più del cancro. Più degli incidenti stradali. Una piaga sociale, come le morti sul lavoro e la mafia. E il pericolo per le donne, oltre alla strada, è anche la normalità.
La realtà Se nell’immaginario la violenza è quella del criminale appostato nella strada buia, le statistiche ci rimandano a una verità molto più brutale: che la violenza sta in casa, nella coppia, nella famiglia, solida o dissestata, benestante o povera. La violenza non è un problema di pubblica sicurezza, né un crimine di altre culture da reprimere con rimpatri forzati. Per modificarla va fatta un’azione ad ampio raggio. A cominciare dalla nostra società.
Clandestino uguale criminale I politici che scalpitano parlando di provvedimenti urgenti, aumento della repressione, aumento delle espulsioni, a casa tutti clandestini, mentono sapendo di mentire. Ma è noto che per un pungo di voti si è pronti a tutto... Mentono perchè quando si parla di romeni e clandestini si parla di due situazioni completamente diverse. I romeni (e i rom romeni) sono cittadini comunitari perciò inespellibili. I clandestini esistono in quanto persone che non riescono ad ottenere un permesso di soggiorno quindi a modificare il loro status perchè la legge non glielo permette. Cambiando legge (per semplificare) si avranno meno clandestini, con tutto quello che ne può conseguire positivamente. I politicanti sanno benissimo che non è possibile aumentare le espulsioni perchè sarebbe un costo troppo alto da pagare per le casse dello Stato. Lo prevede, tra le righe, la stessa legge sull’immigrazione Bossi Fini. La ricetta che verrà proposta, qualunque essa sia, probabilmente sarà oggetto di attenzione per qualche altro giorno ancora, attenzione che si sposterà verso qualche altra “emergenza”. Modalità molto italiana di trattare problemi importanti senza riuscire ad intaccarli con incisività. Ecco perché tutto quello che continueremo a sentire sarà solo ipocrisia e speculazione politica per recuperare voti.
Nel frattempo, per le donne, fra le mura domestiche o per la strada, nulla cambierà.
Genova, 20 aprile 2008
Milena Zappon
Comunità San Benedetto al Porto