
Nazirock, film documentario di *Claudio Lazzaro, racconta il mondo neofascista italiano attraverso la musica, i raduni, gli scontri, il look dei giovani che ne fanno parte.
Il movimento di estrema destra ha diffidato il film di Lazzaro, invitando molte sale a rinunciare alla proiezione, in quanto il documentario avrebbe dei contenuti diffamatori. Forza Nuova è riuscita a spaventare i gestori del Cinema Politecnico Fandango di Roma, che avrebbe dovuto programmare Nazirock dal 4 aprile, del Cinema Anteo, a Milano, che avrebbe dovuto ospitare un’anteprima e un dibattito. I legali di Forza Nuova hanno minacciato azioni legali nei confronti di Lazzaro e, di conseguenza, nei confronti dei gestori che avessero deciso di proiettare il film. Si vuole impedire che il film raggiunga un pubblico più vasto di quello che frequenta le librerie e creare un clima d’intimidazione. Anche l’Università di Bologna, il 9 aprile, dopo aver ricevuto la diffida di Forza Nuova, ha cancellato una proiezione organizzata da Giurisprudenza Democratica.
"Il cinema - afferma Lazzaro - dovrebbe essere uno spazio di libertà, mi dispiace che si preferisca annegare il film nella censura basata sulle minacce".
Molte però sono le voci a sostegno del regista. Nonostante le minacce, la programmazione del documentario continua in alcune sale. La proiezione di venerdì 11 aprile al Casa Loca di Milano ha avuto grande successo. Numerose le persone presenti che, oltre a vedere il film hanno partecipato al dibattito e ascoltato gli interventi di Claudio Lazzaro, Saverio Ferrari, esperto dei fenomeni legati alle destre radicali in Italia, e Rosa Piro, mamma di un ragazzo ucciso da due giovani violenti di estrema destra.
Oltre 300 le persone che al Cinema Stensen di Firenze hanno assistito alla proiezione dei due documentari di Lazzaro, dove è intervenuto anche il Laboratorio Paz di Rimini, sui gravi fatti del settembre 2007 che hanno portato all’arresto del segretario locale di fornza nuova e di altri dodici persone iscritte e simpatizzanti. Purtroppo però ci sono stati anche episodi di violenza: il Centro Sociale ex mattatoio di Ponte S.Giovanni di Perugia è stato oggetto di vandalismo poche ore dopo la proiezione del film. L’episodio è un’altra testimonianza di un clima di intimidazione e di violenza che sta crescendo nel nostro paese. Nazirock però non si ferma. Continua ad essere proiettato in tutta Italia.
Nazirock vuole essere un invito alla riflessione e al dialogo. L’occasione è un grande raduno, a Marta (in provincia di Viterbo), organizzato da Forza Nuova. Alla manifestazione si vendono decalcomanie filonaziste, stemmi con la faccia di Hitler da applicare alle felpe, testi negazionisti che non temono di sfoggiare in copertina titoli come “Auschwitz: fine di una leggenda”. Interessanti e rivelatrici sono anche le interviste ai giovani che partecipano al meeting politico, facce da proletari, ragazzi che non hanno occhi cattivi, ma che potrebbero fare cose molto cattive, guidati da chi sa strumentalizzare la loro voglia di giustizia e la loro ignoranza a volte abissale. Li ascoltiamo senza commentare, li guardiamo, nel montaggio alternato coi brani nazirock, inframezzati ai materiali di repertorio che ricordano gli orrori e le distruzioni provocati da un’ideologia portatrice di morte e vergogna. Un incubo che lascia spiazzati, perché la domanda è sempre la stessa: “Possibile che la storia non riesca a insegnare nulla?”
Per ulteriori informazioni:
www.nazirock.it
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* Claudio Lazzaro
Nazirock, distribuito in DVD da Feltrinelli Real Cinema a partire dal 3 aprile 2008, è il suo secondo documentario. Camicie Verdi, (www.camicieverdi.com) viaggio all’interno della Lega Nord, è stata la sua prima regia. Ma anche la sua prima volta da produttore, operatore, fonico e tutto il resto.
Il film sulla Lega Nord, distribuito da Mikado due mesi prima del voto sulla Devolution, è stato proiettato in moltissime sale, dal nord al sud, animando il dibattito pre-elettorale. Al Festival di Locarno 2006 ha ricevuto il Premio della critica indipendente come “Film civilmente più significativo”. In edicola è uscito come allegato al quotidiano L’Unità. Recentemente il canale satellitare Rai Sat Cinema lo ha mandato in onda in prima serata.
Claudio Lazzaro fa il giornalista da trent’anni. Ha sempre lavorato per la carta stampata, a parte qualche sporadica incursione nel mondo della televisione, in Rai e a Mediaset, come autore e conduttore, o in quello del cinema, come sceneggiatore. Ha cominciato all’Europeo, quando era il settimanale delle grandi inchieste. Gli ultimi dieci anni li ha passati al Corriere della Sera, dove si è occupato prevalentemente di cronaca e di esteri (inviato di guerra in Kossovo e Iraq). Due anni fa ha lasciato il Corriere e ha costituito una società, la Nobu Productions, per realizzare documentari a basso costo, sfruttando la potenzialità delle nuove tecnologie e dei nuovi canali distributivi.
Non l’ho chiamata Nobu per rendere omaggio al famoso cuoco giapponese Nobu Matsushita. Nobu è una contrazione di “no budget”, che significa “i soldi non ci sono”.
Ma il film si fa lo stesso. Come? Lavorando con chi sia disponibile a non guadagnare nell’immediato, scommettendo su progetti che cercano la loro forza, anche commerciale, nella totale libertà con cui vengono realizzati.