Ieri una cannonata di un tank israeliano ha ucciso otto civili, tra cui una madre e i suoi quattro bambini di sette, sei, quattro anni e quindici mesi, mentre stavano facendo colazione, morti tutti tra le macerie della loro casa a Beit Hanoun, nel nord della Striscia di Gaza.
Israele per ora nega l’accaduto e sostiene che la causa dello scoppio, in realtà , sia stato l’esplosivo che portavano con se dei militanti palestinesi nascosti nei pressi della casa, vero obiettivo dei colpi del carro armato israeliano.
L’opinione di Michele Giorgio, giornalista del quotidiano "Il Manifesto".

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