Fonte: L’Informazione di Parma del 23 aprile 2008

Pizzarotti mette le mani sulla metropolitana

Il fronte del no non molla. Il Comitato per il referendum ha presentato un ricorso per bloccare l’appalto del secolo

Parma - Mercoledì 23 aprile 2008
Apertura delle offerte. All’impresa ducale un boccone da 318 milioni euro.
di PierLuigi Dallapina

Sbaraglia tutti i concorrenti e si aggiudica il cantiere più importante del secolo,un lavoretto da oltre 300 milioni di euro. Ma c’è già qualcuno pronto a mettere i bastoni fra le ruote all’opera con un ricorso per chiedere il referendum abrogativo.
E’la Pizzarotti, in associazione temporanea di impresa con la Coopsette di Reggio Emilia e il Consorzio cooperative costruzioni di Bologna, a mettere le mani sulla costruzione della metropolitana leggera. La decisione è arrivata nel pomeriggio di ieri,quando la commissione giudicatrice di MetroParma ha aperto le buste con le offerte e ha affidato nelle mani all’impresa ducale l’aggiudicazione provvisoria dei lavori. L’offerta della Pizzarotti è stata giudicata la migliore, mentre le altre imprese, salvo capovolgimenti clamorosi, restano a bocca asciutta. A rimanere a mani vuote sono la milanese Impregilo, che si era presentata insieme alla Cooperativa muratori e braccianti di Carpi,e la società spagnola Sacyr, a capo del consorzio Sis che raccoglie la Sipal e la Inc. Dai giochi era già stata esclusa la Vianini, a causa di un documento presentato in inglese e per questo bocciata dalla commissione di Metro- Parma. Quello vinto dalla Pizzarotti per ora è solo il primo round di una procedura complessa tanto quanto la costruzione vera e propria dell’opera.
MetroParma ora riesaminerà con più attenzione le offerte della Impregilo, della Sacyr, e della stessa Pizzarotti, per poi passare tutte le carte al consiglio di amministrazione che approverà l’aggiudicazione provvisoria e poi quella definitiva. Solo dopo questo passaggio sarà possibile conoscere in modo dettagliato il tracciato dei binari,mentre per eventuali ricorsi, le imprese escluse avranno tempo due mesi per provare a ribaltare il giudizio della commissione di MetroParma. Non tutto però fila per il verso giusto. Sempre ieri il Comitato promotore del referendum abrogativo contro la metro ha presentato un ricorso per provvedimento d’urgenza davanti al giudice ordinario. Firmato da un pool di sette avvocati (Aldo Cremonini, Carlo Andrea Cremonini, Luciano Petronio, Arrigo Allegri, Silvia Dodi, Andrea Marvasi, Marcello Ziveri) il documento chiede di riaprire la discussione sulla possibilità di indire un referendum abrogativo dopo che il presidente del consiglio comunale, Elvio Ubaldi, aveva affossato la richiesta.
Contento il sindaco Vignali per l’andamento dei lavori: «Complimenti alla commissione per l’efficienza dimostrata nell’arrivare a questa aggiudicazione».

Non solo metro.
Il nome della Pizzarotti figura nei principali lavori pubblici in città, dall’Ospedale Vecchio alla realizzazione del nuovo mega centro commerciale a Baganzola alle Fiere. Impegnata in una battaglie legale estenuante, l’impresa ducale sta cercando in ogni modo il via libera per il restauro dell’Ospedale Vecchio in via D’Azeglio, dove per oltre 14 milioni di euro realizzerà negozi sotto i portici, un albergo al posto della biblioteca Civica e uffici nei locali del complesso rinascimentale. In dirittura d’arrivo c’è la costruzione della complanare, che la Pizzarotti sta portando a termine in collaborazione con la reggiana Coop sette.

Cantieri a go go
E’ il costo a dare le dimensioni dell’opera: 318 milioni di euro per realizzare la metropolitana leggera.
Fondamentale è la partecipazione del Comune, che finanzierà il cantiere con 96,8 milioni di euro, mentre lo Stato ha già stanziato, con la Legge Obiettivo, 168,5 milioni di euro. Dal costo globale è escluso il materiale rotabile, cioè binari e carrozze, per 37,8 milioni. Lunga 11 chilometri, dal Campus al casello dell’A1, il primo tratto della metro che andrà in cantiere (non prima del 2009) sarà quello dalla stazione all’università, dove troverà spazio anche il magazzino per il materiale rotabile. Il tracciato non dovrebbe essere ultimato prima di tre o quattro anni.